LE INDAGINI

Tragedia sulla Colombo, la perizia svela che Beatrice Bellucci si sarebbe potuta salvare

Secondo la ricostruzione tecnica, la Mini Cooper con a bordo la vittima e la BMW 1 guidata da Girimonte viaggiavano a quasi il doppio del consentito

Tragedia sulla Colombo, la perizia svela che Beatrice Bellucci si sarebbe potuta salvare

Beatrice Bellucci si sarebbe potuta salvare se le auto coinvolte avessero rispettato il limite di velocità di 50 km/h. È la conclusione sconcertante della perizia forense depositata dall’ingegner Mario Scipione per la Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale che vede indagati Luca Domenico Girimonte e Silvia Piancazzo. I pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Andrea D’Angeli hanno notificato la chiusura delle indagini per il drammatico incidente avvenuto la sera del 24 ottobre scorso sulla via Cristoforo Colombo, nei pressi di piazza dei Navigatori.

Secondo la ricostruzione tecnica, la Mini Cooper con a bordo la vittima e la BMW 1 guidata da Girimonte viaggiavano a quasi il doppio del consentito, rispettivamente a 97 km/h e 95 km/h, zigzagando e sorpassandosi tra le corsie come in un circuito. I video estratti dai cellulari e l’analisi delle telecamere hanno immortalato l’istante fatale: in appena un secondo e mezzo, la BMW ha deviato verso sinistra invadendo la corsia della Mini. Il violento contatto laterale ha trasformato le vetture in proiettili incontrollati. La Mini ha percorso 50 metri in deriva prima di schiantarsi contro un albero, impatto che ha ucciso Beatrice sul colpo, mentre la BMW si è ribaltata per 58 metri. Il perito ha chiarito che a 50 km/h le auto si sarebbero fermate sulla carreggiata senza toccare lo spartitraffico, escludendo inoltre che un eventuale guardrail avrebbe potuto evitare l’impatto mortale contro la pianta a quella folle andatura.