Il corteo dell’ultradestra di Remigrazione, con cori pro-Duce e saluto romano, la ‘risposta’ degli antifascisti che hanno sfilato dal Colosseo per le strade del centro della Capitale, gli studenti e i movimenti in piazza per “l’assedio al ministero di Salvini” e la manifestazione dei ProVita. E’ stato un sabato molto delicato sotto il profilo dell’ordine pubblico con quattro cortei che hanno attraversato la città.
“Una giornata di grande impegno” non ha esitato a definirla il questore di Roma, Roberto Massucci, evidenziando che le mobilitazioni si caratterizzavano “per differenza di pensiero, in alcuni casi di contrapposizione tra loro”. E, dopo settimane di interlocuzioni con gli organizzatori, ha voluto assicurare che in campo ci sarebbero stati oltre 1500 agenti “non per contrapporsi, ma per rendere possibili quegli spazi di agibilità, di espressione del pensiero”.
Gli occhi erano puntanti, in particolare, sul corteo di Remigrazione nel quartiere Prati che ha chiamato a raccolta realtà dell’estrema destra e anche ultras da altre città italiane. Decine i tricolori che spiccavano tra le tante t-shirt di colore nero, cori che inneggiavano il Duce, saluti romani e in testa lo striscione con su scritto “Remigrazione e riconquista”, come il nome della proposta di legge di iniziativa popolare di contrasto all’immigrazione. Diverse le serrande dei negozi della centralissima via Cola di Rienzo abbassate al passaggio della manifestazione. “Siamo in migliaia – hanno scandito i manifestanti – È questo il popolo italiano, oggi abbiamo rialzato la testa e adesso non ci fermerà più nessuno”.
La ‘risposta’ degli antifascisti è partita dal Colosseo sfilando per le strade del centro storico. In piazza sindacati, tra cui la Cgil, l’Anpi, le associazioni e la rete No Kings. Cartelli con Roberto Vannacci ritratto a testa in giù e bandiere della Palestina. E c’è chi si è affacciato dai palazzi esponendo cartelli con su scritto “Stop Remigration”. “La migliore risposta a chi ha voluto portare nella nostra città l’odio, la violenza e il razzismo – ha sottolineato il segretario della Cgil di Roma, Natale di Cola – Le antifasciste e gli antifascisti hanno riempito le vie del centro”.
Mentre hanno voluto mandare un messaggio al vicepremier Matteo Salvini gli studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta che assieme ai movimenti per il diritto all’abitare hanno sfilato dal Verano a Porta Pia, dando alle fiamme una ruspa e un carro armato di cartone e polistirolo davanti al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e poi svuotando un sacco con terreno agricolo. “Respingiamo guerra, razzismo e sfruttamento”, hanno sottolineato. Non si è fatta attendere la reazione del ministro: “‘Lega Salvini e lascialo legato… Respingiamoli nelle fogne’. E poi lanci di petardi, fuochi e letame sotto il mio ministero. Rivoluzionari e pacifici? No, semplicemente idioti. Come diceva il grande Silvio sono ancora, oggi e come sempre, dei poveri comunisti” ha scritto in un post su X.
“Scegliamo la vita” lo slogan, invece, scelto da Pro Vita per il corteo da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni. “Siamo 20mila” hanno scandito gli organizzatori a cui sono arrivati messaggi dal presidente della Camera Lorenzo Fontana – che ritiene “essenziale rafforzare gli strumenti di sostegno alla maternità” – e dal tenore Andrea Bocelli che ha ricordato la vicenda di sua madre, “a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, ma scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi. Devo tutto a quella scelta” ha sottolineato.