IL PROFILO

L’inchiesta sul Ponte sulle stretto, indagato Tommaso Miele: il magistrato con decine di incarichi e 8 mila sentenze

In pensione da numero 2 Corte Conti

L’inchiesta sul Ponte sulle stretto, indagato Tommaso Miele: il magistrato con decine di incarichi e 8 mila sentenze

Ottomila sentenze con la sua firma, decine di incarichi extragiudiziali uno più diverso dall’altro, dall’università del Molise alla Lega Pro fino al ministero della Salute, una carriera chiusa da numero due delle toghe dei conti a febbraio scorso e un’ampia rete di legami con la politica e in particolare, come lui stesso rivela intercettato, con il leader della Lega e vicepremier: “I miei amici del governo a cominciare da Salvini …si sarebbero aspettati… una presa di distanza”.

In magistratura contabile dal 1986, Tommaso Miele, l’ex aggiunto della Corte dei Conti indagato nell’indagine sul Ponte dello Stretto, ha alle spalle un lungo percorso professionale. Nato ad Aquino, in provincia di Frosinone nel febbraio del 1956, è sposato e padre di due figli. Laureato all’università di Firenze in giurisprudenza, prima dell’ingresso nella magistratura contabile, ha prestato servizio in Polizia ricoprendo incarichi direttivi al ministero dell’Interno. L’11 novembre 1986, all’età trent’anni, è entrato alla Corte dei conti dove ha svolto numerosi incarichi sia nell’ambito del controllo sia in quello giurisdizionale. Ha operato presso la Delegazione regionale della Corte dei conti per il Piemonte, la Sezione giurisdizionale speciale per le pensioni di guerra e gli uffici di controllo del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

Nel 1994 è stato assegnato alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Molise e successivamente ha presieduto la sezione giurisdizionale della Corte del Lazio. Ed é durante questo mandato che si è occupato delle vicende legate alla pandemia da Covid e in particolare l’acquisto di mascherine mai consegnate e acquistate con fondi della Regione Lazio, all’epoca guidata da Nicola Zingaretti. Indagine poi finita in archivio. Nel 2024, inaugurando l’anno giudiziario, invitò a “non abbassare assolutamente la guardia” sui controlli sulle risorse del Pnrr, “né si possono creare sacche di impunità per chi è chiamato a gestire le risorse pubbliche alimentate con il sacrificio dei cittadini”.

Nella Corte ha ricoperto anche ruoli istituzionali, tra cui quello di presidente del Consiglio direttivo del Seminario di Formazione permanente della magistratura contabile e, dal 2012, di presidente dell’associazione Magistrati della Corte dei conti. La carriera l’ha chiusa a febbraio, da aggiunto, di fatto il numero due. Ma non c’è solo la Corte dei Conti nella sua vita professionale: Miele è stato Capo dell’ufficio legislativo del ministero della Sanità nel Governo Prodi (1996-1997) e consigliere giuridico della presidenza del Consiglio dei Ministri (1998-1999). Ha presieduto il Collegio dei Revisori dell’Università del Molise e successivamente dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Nel 2015 è stato nominato Commissario Straordinario della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro) dalla Figc. E accanto all’attività istituzionale, l’ormai ex giudice ha portato avanti anche una attività didattica e scientifica. È stato docente di diritto costituzionale, diritto amministrativo e contabilità pubblica in varie università e corsi di formazione. Ha insegnato, tra gli altri, presso l’Università di Cassino, l’Università del Molise e la Luiss. È stato inoltre membro del Comitato Scientifico di diversi centri studi dedicati alle autonomie locali.