A tutti gli ex residenti del palazzo di Spin Time, circa quattrocento persone, è stato trovato un alloggio alternativo dopo l’incendio che lo scorso 29 luglio ha colpito il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme costringendo gli ex occupanti a evacuare lo stabile. Lo fanno sapere gli attivisti di Spin Time, che spiegano come alcune famiglie devono ancora lasciare il presidio di via Santa Croce in Gerusalemme, ma lo faranno nei prossimi giorni. Si chiude così una ricerca “molto complessa e non priva di criticità in ogni sua fase”, spiegano gli attivisti, sottolineando come, a causa della difficoltà di trovare soluzioni abitative in pieno agosto per 127 nuclei familiari, “in alcuni casi non è stato possibile pulire a fondo le case, in altri non è possibile cucinare né conservare il cibo” e in altri ancora “manca qualsiasi parvenza di privacy”.
Si tratta perciò di soluzioni che la comunità di Spin Time considera temporanee perché “tutte le famiglie hanno diritto a una casa popolare e, come garantitoci dal Comune, dovranno avere alloggio Erp entro tempi ragionevoli”. Fino a quando gli ex residenti non avranno una casa popolare, gli attivisti di Spin Time considerano l’emergenza ancora attiva e intendono portare avanti il loro presidio. Per lunedì 24 agosto è intanto previsto un nuovo incontro tra attivisti e Campidoglio. Spin Time chiederà al Comune di avanzare sulla trattativa con i proprietari, la società Investire Sgr, per l’acquisto del palazzo e far così ripartire l’esperienza abitativa e culturale che ha da anni lì il suo quartier generale. Sempre lunedì, alle 18, ci sarà un’assemblea pubblica, in cui “inviteremo la città a darci man forte con il presidio”. Per gli attivisti sarà “il preludio alla due giorni del 19-20 settembre, giorni della manifestazione nazionale e dell’assemblea pubblica”.