Nessun segreto di Stato è mai stato venduto ai russi. È questa la linea di difesa scelta dai due ex agenti dell’Aisi, i servizi segreti interni, comparsi questa mattina davanti al gip di Roma per l’interrogatorio di garanzia.
Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, finiti in manette nei giorni scorsi, hanno deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere, affrontando un faccia a faccia con il giudice durato oltre due ore per chiarire la propria posizione.
Secondo la tesi difensiva, i due ex 007 non avrebbero mai dovuto divulgare informazioni riservate o sensibili. L’avvocato di Di Pasquale, Domenico Di Tullio, ha descritto il suo assistito come un sottufficiale dei carabinieri in pensione che ha dedicato la vita alla sicurezza nazionale, finito nella polvere solo per una “relazione amicale episodica” con il collega di ufficio.
Mentre i legali hanno già presentato istanza per chiedere l’attenuazione della misura cautelare, la Procura di Roma prosegue gli accertamenti per verificare la reale entità dei contatti con i funzionari di Mosca.