L'INIZIATIVA

A Roma gli Stati Generali dello Spettacolo, entra in scena l’incognita IA

Anche i lavoratori del teatro sono mobilitati e lunedì scenderanno in piazza, a Roma, per protestare per il loro rinnovo contrattuale

A Roma gli Stati Generali dello Spettacolo, entra in scena l’incognita IA

Una proposta di legge di iniziativa popolare per tutelare gli spazi e i festival culturali e, oltre agli spazi, nuovi contratti di lavoro che tutelino le persone, i lavoratori del mondo dello spettacolo. Tra i primi a doversi confrontare con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. Tornano a Roma gli Stati Generali dello Spettacolo, l’iniziativa che mobilita insieme gli artisti, attori, cantanti, autori e troupe e che arriva a valle dell’approvazione della legge cinema che ha posto le basi per una riforma, delegata, sul settore. Ma molte restano ancora le incognite e i ritardi che regolano il funzionamento di tutto il comparto. Anche per quanto riguarda i contratti e gli inquadramenti delle persone che ci lavorano. E su cui incombe l’arrivo dell’IA. “In questi ultimi e mesi ne abbiamo sentite di ogni sull’Ia, non siamo luddisti ma pretendiamo che le nuove tecnologie siano al servizio delle persone, che l’intelligenza artificiale accompagni quella umana e non la sostituisca nei posti di lavoro.

Serve una intelligenza artificiale europea, noi chiediamo un Cern europeo sull’Ia” ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein che ha partecipato all’iniziativa. “Quando canzoni, film e sceneggiature vengono generati da algoritmi alimentati dalla creatività delle persone, rischiamo di cancellare il valore dell’ingegno umano, senza riconoscere nulla a chi ha prodotto i contenuti originali. Ma qui non è in gioco soltanto il futuro dello spettacolo. Sono in gioco la libertà e la democrazia” ha aggiunto Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo che rilancia: “In Europa dobbiamo intervenire per tutelare i creativi: nessun euro deve andare a opere generate da AI”.

Anche i lavoratori del teatro sono mobilitati e lunedì scenderanno in piazza, a Roma, per protestare per il loro rinnovo contrattuale e contro le proposte della controparte che, dicono le organizzazioni sindacali che siedono al tavolo della trattativa, sono “inaccettabili e offensive”. La mobilitazione arriva anche con una proposta di legge di iniziativa popolare per difendere gli spazi per fare cultura. La proposta – è stato annunciato in occasione del raduno di Roma a cui hanno partecipato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il presidente della commissione Cultura della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone- verrà depositata in Cassazione nelle prossime settimane e dopo prenderà il via la raccolta delle firme con l’obiettivo di promuovere il riconoscimento e il sostegno di realtà fondamentali per la vita culturale del Paese, come live club, piccoli teatri, spazi indipendenti e festival.

“È uno dei problemi più grandi di oggi: non ci sono più spazi di confronto e di crescita. È fondamentale che questa legge preveda incentivi e facilitazioni burocratiche per far rinascere luoghi di aggregazione e spazi culturali in cui gli artisti possano crescere e sbagliare”, ha detto Manuel Agnelli intervenuto tra i tanti, con Annarita Masullo, curatrice degli Stati Generali, insieme a Tosca per il mondo della musica, Daniela Giordano per Unita e Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, e i rappresentati di tante associazioni, da Assomusica a KeepOn Live, dall’Arci ad Audiocoop. “Sapete quanto vale il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, quello che sostiene teatri, orchestre, musica, danza, circo, tutto insieme? Meno di 500 milioni di euro per il 2026. Quello che spenderemo in un anno per comprare armi basterebbe a pagare quel fondo per quasi quarant’anni”, sottolinea invece Tosca Donati.

Agli Stati Generali ha preso parte anche il Movimento #siamoaititolidicoda che rappresenta molti lavoratori delle troupe dei set cinematografici. Anche per loro c’è in ballo il rinnovo del contratto di lavoro in un momento, spiega il portavoce, Dario Indelicato di grande incertezza: “Dopo tre anni di crisi, la categoria vive oggi uno dei momenti storici più fragili e critici di sempre. Tra ritmi insostenibili, una costante pressione psicologica sui set, la caduta verticale di tutele e diritti e un Contratto incredibilmente bloccato dal lontano 1999, la situazione è ormai giunta al limite della sostenibilità. A tutto questo si somma l’allarmante e imminente minaccia dell’IA, un’invasione tecnologica che rischia di colpire il settore in modo irreversibile”.