l'inziativa

Parte da Dragoncello il percorso Progetti Partecipati Periferia

Trasformare gli spazi sottouilizzati in luoghi più accoglienti e utili

Parte da Dragoncello il percorso Progetti Partecipati Periferia

Ha preso il via da Dragoncello, nel Municipio X, il percorso dei Progetti Partecipati di Periferia, promosso dall’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. Il primo incontro pubblico con gli abitanti ha aperto la fase di ascolto e confronto che porterà alla definizione condivisa del progetto.

Si è tenuta il 14 settembre presso la Parrocchia Cirillo e Metodio (Via Osteria di Dragoncello 12, ) la prima assemblea pubblica con i cittadini: l’obiettivo è trasformare spazi sottoutilizzati in luoghi più accoglienti, accessibili e utili ai quartieri. ’intervento interesserà un’area di circa 900 metri quadrati in via Ottone Fattiboni, attualmente destinata esclusivamente a parcheggio.

La funzione sarà mantenuta, ma lo spazio verrà riorganizzato integrando verde, sedute e attrezzature per le biciclette, così da poter diventare anche un luogo di incontro e di socialità. Il progetto segue il Metodo R.O.M.A. – Riconoscere, Operare, Mantenere, Ascoltare – fondato sul confronto diretto con i territori e sulla condivisione delle scelte con le comunità locali.

“L’obiettivo dei Progetti Partecipati di Periferia è restituire ai quartieri spazi aperti, liberi e fruibili nei quali incontrarsi, costruire relazioni e vivere la comunità- ha dichiarato nel suo intervento l’assessore alle Periferie di Roma Capitale, Pino Battaglia. La piazza – ha detto – è un elemento fondamentale dell’identità di un territorio. Nei comuni e nei paesi è abituale dire: “Ci vediamo in piazza”. A Roma forse questa espressione si usa meno, ma anche nei nostri quartieri la piazza è un elemento fondamentale dell’identità di un territorio. Per questo abbiamo deciso di individuare, soprattutto nelle periferie che ne sono prive, alcune aree oggi poco vissute o diventate dei non luoghi, talvolta segnate dal degrado, per trasformarle in spazi capaci di accogliere persone, attività e nuove forme di socialità”.

“Abbiamo scelto di partire da Dragoncello – ha continuato Battaglia – raccogliendo una richiesta arrivata dagli abitanti. In via Ottone Fattiboni c’è un’area di circa 900 metri quadrati, oggi destinata a parcheggio ma non pienamente utilizzata, che può diventare anche uno spazio per i bambini, le famiglie e l’intera comunità: una piazza di relazione. Il nostro intento è far sì che la rigenerazione possa nascere dal confronto con chi vive ogni giorno il quartiere, perché ogni periferia ha una storia e bisogni diversi.

Costruire un nuovo spazio pubblico significa anche rafforzare, fin da subito, le relazioni tra la comunità, la parrocchia e tutte le realtà del territorio. Questi progetti  – ha concluso l’assessore – possono funzionare soltanto se vengono realizzati insieme. Altrimenti rischiamo di vivere, anche in quartieri molto popolosi, ciascuno nella propria individualità e nella propria solitudine”.