“Ricordo che Giulio Gangi portava avanti questa richiesta d’indagine” sul caso di Emanuela Orlandi, “perché lui era amico della famiglia” e “ne sono al corrente perché l’ha detto lui. Lui, però, diceva tante cose. Una cosa che mi è rimasta impressa di Giulio Gangi è che vantava tante conoscenze politiche con il Partito Repubblicano e di essere grande amico di Claudio Baglioni. Vantava queste due conoscenze in maniera sistematica, erano il suo biglietto da visita”. E’ quanto ha detto, audito dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e Emanuela Orlandi, Michele Stinziani, all’epoca segretario del Raggruppamento Sisde di Roma a proposito di Giulio Gangi, ex agente dei servizi.
Deceduto nel 2022, Gangi aveva effettuato indagini sul caso di Emanuela nella primissima fase della scomparsa della quindicenne cittadina vaticana avvenuta a Roma il 22 giugno del 1983. L’audizione di Stinziani è avvenuta il 18 giugno scorso ma è di oggi la pubblicazione del resoconto. Stinziani che lavorato al Sisde a Roma fino, come riferito al 1985, ha descritto la figura di Gangi per come lo ha conosciuto nell’ambito lavorativo. “Lo ricordo bene – ha detto -. Era arrivato poco tempo prima e stava in squadra con noi. Lo ricordo molto bene, anche perché era una persona un po’ particolare”, “era molto visibile, molto al centro dell’attenzione, quando arrivò, si presentò armato con una 357. Era molto iperattivo, faceva di sua iniziativa. Non aveva regole”.
“Lo confermo. Giravamo per Roma cercando quest’auto”, ha anche detto confermando le sue dichiarazioni rese all’epoca agli inquirenti nelle indagini su una BMW , “ma non mi ricordo neanche il modello”. Alla domande al presidente della Commissione, Fabio Roscani, su indicazione di chi vennero compiute queste indagini, ha risposto: “Se non ricordo male, di Giulio Gangi”. “Io ero un mero esecutore di ordini. Gangi ha dato un grosso slancio alle indagini”, ha aggiunto.