Un tempo per una, tra Lazio e Milan, che si dividono la posta in palio all’Olimpico chiudendo 2-2 il big match della quarta giornata di Serie A. Gattuso vede sfumare l’opportunità di entrare nella storia laziale diventando il primo allenatore a vincere 4 partite dall’avvio del campionato, possibilità che sembrava più che concreta dopo un primo tempo dominato da protagonista e il doppio vantaggio firmato Cancellieri e Noslin. Mentre Amorim conserva l’imbattibilità e, dopo il pari con la Juventus, riesce ad agguantarne un altro con i cambi e un Moreira in grande spolvero, autore della doppietta che consente al Diavolo di rimanere incollato alle posizioni di testa.
In un Olimpico ancora vuoto per la protesta dei tifosi laziali, che prima del match hanno scortato la squadra dal centro sportivo di Formello a Ponte Milvio, Gattuso – applausi dai tifosi Milan ai cui il tecnico laziale ha risposto con calore – risparmia Pinamonti dall’inizio e punta su Noslin mentre sceglie Sutalo per sopperire all’assenza di Doekhi, operato alla mano sinistra. Mentre Amorim risponde confermando Ramos in avanti e riproponendo dall’inizio Cissè insieme a Loftus-Cheek alle spalle del portoghese. Sotto gli occhi del presidente Lotito e di Pedro, l’inizio del match è tutto di marca laziale: bastano infatti 10 minuti ai biancocelesti per dimostrare di vivere un momento magico, trovando spazio soprattutto sugli esterni. E proprio da lì arrivano i pericoli per il Milan. Prima ci prova Zaccagni, trovando però Maignan pronto, poi il capitano laziale indossa i panni dell’assistman servendo il pallone che Cancellieri deve solo spingere in rete – sfruttando la disattenzione di Estipinan – per il vantaggio della Lazio. La rete che sblocca il match non spegne la Lazio che continua a spingere e sfiora il raddoppio con Frattesi e con Zaccagni. Il raddoppio è nell’aria e arriva puntuale, ancora una volta con un pallone messo in area da Taylor sul quale Noslin va in spaccata, colpendo prima la traversa e poi ribadendo in rete di testa sul tentativo di liberare di De Winter.
I rossoneri accusano il colpo, la reazione è tutta in una girata di sinistro di Gila, il grande ex, che però Mandas blocca senza patemi prima che l’arbitro Marcenaro fischi due volte per mandare le squadre negli spogliatoi. Al rientro Amorim prova a rivoluzionare la squadra inserendo Pulisic, Musah e Moreira per Loftus-Cheek, Estupinan e Modric. E i cambi fanno la differenza perché prima il destro di Pulisic costringe Mandas alla parata in due tempi, poi lo statunitense confeziona l’assist per il primo gol italiano di Moreira, bravo a calciare di sinistro riaprendo il match. E l’impatto dell’esterno è ancora più devastante due minuti dopo quando, ancora di sinistro ma stavolta da fuori area, trova l’angolo dove il portiere laziale non può arrivare pareggiando il match in due minuti. La Lazio non c’è più, il Milan ci crede e spinge alla ricerca del tris, che sfiora con il destro a giro di Cissè. Negli ultimi minuti, però, l’arrembaggio rossonero si infrange sul muro laziale e al triplice fischio il risultato è un pareggio che consente alla Lazio di godersi la vetta in solitaria, seppur solo per poche ore, e al Milan di non perdere contatto con le posizioni di vertice.
Le parole di Gatruso
Siamo stati bravi a portare un punto a casa, ce lo teniamo e cerchiamo di migliorare.
Obiettivo Europa? Noi abbiamo già abbastanza pressioni addosso, giocare nelle nostre condizioni non è facile e non è corretto dire che l’obiettivo minimo è l’Europa, non sono d’accordo. Poi se vogliamo prenderci in giro lo diciamo. Ma noi dobbiamo pensare partita per partita, poi tireremo le somme”.
Così Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio risponde a chi chiede se, come detto dal ds Fabiani, la Lazio punta all’Europa. Poi, parlando dei tifosi che hanno scortato la squadra fino a Ponte Milvio pur non entrando allo stadio, sottolinea come “brucia anche a loro non essere presenti, specialmente per come amano questo club.
Nessuno è contento di questa situazione, il fatto che i tifosi sono venuti significa che i giocatori stanno trasmettendo loro qualcosa. Mi sono emozionato a vedere la gente, per me il calcio senza tifosi non è calcio”. Infine un pensiero sulla mentalità che il tecnico vuole trasmettere alla sua squadra.
“Vado via dal Milan e vincono il campionato, la stessa cosa dal Napoli e non è un caso. Andare alla ricerca della disciplina, della cultura del lavoro, migliorarsi ogni giorno, dare delle regole è importante. I giocatori mi riconoscono questo, io ci tengo al mio lavoro.
Noi abbiamo iniziato a farlo e se riusciamo a fare queste prestazioni il merito è loro perché credono in quello che stanno facendo”, conclude.