Il Tar del Lazio ha annullato il concorso per la nomina a professore presso il Dipartimento di neuroscienze umane della facoltà di Medicina e odontoiatria della ‘Sapienza’ di Roma che era stato vinto dal professor Alessandro Frati, nipote dell’ex presidente e rettore della Sapienza. I giudici amministrativi hanno accolto i ricorsi proposti da Paolo Missori, uno dei partecipanti al concorso che ora dovrà essere rinnovato Con una prima censura proposta dal ricorrente e dallo stesso Frati nel suo ricorso incidentale, in sostanza entrambi si addebitano reciprocamente la sopravvalutazione numerica della rispettiva casistica operatoria.
I giudici hanno ritenuto che, “a fronte di un’ampia casistica operatoria certamente ascrivibile ad entrambi i candidati e pari ad alcune migliaia di interventi, sebbene in vario modo leggibili e interpretabili nel merito, non sembra illogica o irragionevole la scelta della Commissione, conseguente all’espressa analisi dei dati, di attribuire un pari punteggio a entrambi”. Quanto alle asserite falsità e incongruenze inerenti alle pubblicazioni scientifiche, il Tar afferma che le censure “non risulta siano state sottoposte alla Commissione né che questa ne avesse contezza”.
E’ stata invece ritenuta fondata la censura con la quale si sosteneva l'”omessa valutazione del merito intrinseco delle valutazioni” delle pubblicazioni presentate dai candidati. E la conclusione del Tar è stata quella di annullare “i verbali della procedura, il decreto di approvazione degli atti e i conseguenti atti di approvazione della chiamata e di nomina del vincitore del concorso”, con i conseguenti obblighi “di rinnovazione del concorso entro il complessivo termine di 120 giorni” e “di sottoporre ad un’effettiva ed esplicita valutazione di merito comparativa la produzione scientifica dei candidati composta dalle sedici pubblicazioni presentate, rilevante ai fini della valutazione globale”