PENA AUMENTATA

Agguato al dirigente del Mit, in appello diventa tentato omicidio

La Corte d'Appello di Roma ha inasprito la condanna per l'aggressore del manager del Ministero delle Infrastrutture, Vittorio Rapisarda

Agguato al dirigente del Mit, in appello diventa tentato omicidio

Non si trattò di semplici lesioni aggravate, ma di un vero e proprio tentato omicidio. Con questa motivazione la prima sezione della Corte di Appello di Roma ha quasi raddoppiato la pena per Giancarlo Santagati, l’uomo che nell’ottobre del 2024 aggredì brutalmente Vittorio Rapisarda, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I giudici di secondo grado hanno portato la condanna a otto anni e dieci mesi di reclusione, modificando la sentenza del giudice dell’udienza preliminare che in primo grado si era fermata a cinque anni e quattro mesi. L’agguato era scattato all’interno del condominio del manager. Santagati si era introdotto nel palazzo fingendosi un elettricista e, dopo aver sorpreso il dirigente alle spalle, lo aveva colpito alla testa con un bastone, continuando a infierire con almeno altri venti colpi mentre la vittima si trovava a terra.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura capitolina, avevano subito escluso la rapina, portando alla luce uno sfondo ben più inquietante. Resta infatti ancora in piedi il processo separato per il presunto mandante dell’agguato: un impiegato del Provveditorato che avrebbe agito per vendetta e rancori professionali legati al ridimensionamento delle sue mansioni.