l'inchiesta

Caso Delmastro, il procuratore Lo Voi: “Ci occorrono le chat, spero ci sia collaborazione”

"Un eventuale diniego della Giunta? Certo non ci aiuterebbe"

Caso Delmastro, il procuratore Lo Voi: “Ci occorrono le chat, spero ci sia collaborazione”

“Spero ci sia collaborazione. Peraltro, come abbiamo già avuto modo di dire, Delmastro non è indagato”. Così il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha risposto a margine dell’inaugurazione del villaggio dell’Arma a villa Borghese, ad una domanda dei cronisti sulla richiesta inoltrata dalla procura di Roma alla Giunta per le autorizzazioni della Camera per acquisire le conversazioni tra Mauro Caroccia e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. E se dovesse la Giunta dovesse negare l’autorizzazione? “Certo non ci aiuterebbe” ha risposto Lo Voi.

Infiltrazioni mafiose

“A me era capitato, stando a Palermo, di partecipare a riunioni che riguardavano i comuni di Partinico, di Corleone, e altri più piccoli, e lì avevo trovato determinate caratteristiche tipiche dell’infiltrazione mafiosa, delle propaggini mafiose dei vari territori all’interno, per esempio, della pubblica amministrazione locale. Quando lascio Palermo e arrivo a Roma e partecipo a queste riunioni noto che le situazioni che venivano rappresentate erano pressoché sovrapponibili per intero a quelle che avevo già visto in Sicilia: ricerca di occasioni di riciclaggio, di investimento a fini di produzione di denaro pulito”. Lo ha detto il procuratore Capo di Roma, Francesco Lo Voi intervistato da Francesca Fagnani al Villaggio dell’Arma dei Carabinieri, a villa Borghese a Roma.

“Non voglio dire che la prepotenza delle organizzazioni criminali operanti nel Lazio sia la stessa di quella siciliana o di quella calabrese e così via – ha precisato – È però un dato che le caratteristiche con cui ci si muove in determinati ambiti, soprattutto nei rapporti con la pubblica amministrazione, sono sostanzialmente molto simili”. “E questo quando parliamo di infiltrazione perché ci sono dei casi in cui l’infiltrazione si trasforma in occupazione. E questo è ancora più grave”, ha aggiunto Lo Voi.

“L’occupazione si realizza e purtroppo l’abbiamo vista anche qui quando alcuni soggetti si fanno dirette espressioni della rappresentanza illecita, della rappresentanza criminale all’interno delle amministrazioni – ha ribadito Lo Voi – E allora non è più il contatto col politico, col consigliere comunale, col sindaco: molto spesso vale molto di più un rapporto di amicizia stretta con un dirigente del servizio opere pubbliche di un comune o dell’ufficio tecnico che con lo stesso sindaco che probabilmente non sa niente”, ha spiegato il procuratore nel corso del dibattito.