le indagini

La fuga dei cavalli, i quattro vigili sospesi dai servizi operativi

Il Comandante Mario De Sclavis: "Un gesto sciocco". Il Pm valuta diversi reati, acquisiti i video

La fuga dei cavalli, i quattro vigili sospesi dai servizi operativi

Dalle verifiche interne all’indagine della Procura: la fuga dei cavalli finisce al vaglio dei magistrati romani. Ma intanto i quattro agenti sono già stati esclusi dai servizi operativi sul territorio. Trasmessa infatti ai Pm della Capitale una prima informativa dei carabinieri della compagnia Roma Centro che stanno lavorando, insieme alla polizia locale, per ricostruire quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato durante le prove della parata del 2 giugno, quando circa trenta cavalli si sono imbizzarriti dopo l’esplosione di alcuni fuochi d’artificio dandosi alla fuga lungo via Cristoforo Colombo.

L’incartamento è ora all’attenzione dei magistrati di piazzale Clodio che dovranno valutare la posizione dei quattro agenti della municipale coinvolti. L’ipotesi è quella di procedere, oltre che per accensione di fuochi non autorizzata, anche per lesioni colpose. I cavalli, infatti, nella loro corsa sfrenata hanno ferito tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello e una poliziotta ventinovenne. Gli investigatori hanno già acquisito video e testimonianze.  Ma oltre alla catena di responsabilità da accertare con le indagini, la Polizia Locale di Roma Capitale ha voluto chiarire alcuni punti: “Questa usanza va avanti da anni. Anni. Di volta in volta c’è qualche plotone appartenente a qualsiasi corpo dell’arma o forze di polizia che sparava fuochi d’artificio”, ha spiegato il comandante Mario De Sclavis. “Ho filmati del 2021 e del 2022 dove si vedono i nostri plotoni, con in capo il comandante generale di allora”. Nei video, ha aggiunto, gli agenti “mentre sono schierati si girano e improvvisamente” dietro di loro “partono i fuochi d’artificio verso i quattro archi della Colombo. Quindi non c’è qualcosa di prestabilito”.

Sul piano disciplinare, per quel che gli compete, il comandante ha già adottato i primi provvedimenti. Oltreché dalla parata del 2 giugno “le persone coinvolte saranno escluse dai servizi operativi”. Una misura presa, ha spiegato, “anche a tutela degli stessi”. E se per la sospensione si attende l’inchiesta, De Sclavis ha già ribadito che non farà “sconti a nessuno”, respingendo ogni tentativo di attribuire l’accaduto all’intero Corpo: “Noi domani sfileremo a testa alta”.

Quanto alle cause dell’incidente, appunto, il capo della polizia locale ha definito l’episodio “un gesto sciocco” fatto con “ingenuità” legato a una consuetudine consolidata. I botti, ha sottolineato, “non sono stati sottratti da alcun sequestro” ma provenivano da una batteria acquistata regolarmente. “Non conoscevo neanche questa usanza – ha raccontato -. Ma ho appreso che nel vademecum dello Stato Maggiore c’è una nota che vieta questa pratica”. Tra intransigenza e comprensione umana, De Sclavis non ha dubbi sul gesto: “Lo hanno fatto con tutta l’ingenuità del mondo, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto”. Qualcosa però è andato storto per “il caso” la “iella” ha risposto.

Resta ora da capire se le esplosioni che hanno spaventato i cavalli siano state soltanto quelle ammesse dagli agenti. Infatti i fuochi, secondo De Sclavis, sarebbero stati accesi “a circa 150/170 metri” dagli animali, circostanza che “fa sorgere il dubbio che possano essere state altre esplosioni”. Nel frattempo al comando sono già arrivate le prime richieste di risarcimento per i danni provocati alle auto dai cavalli in fuga.