Martedì 10 marzo, alle ore 17:00, sarà inaugurata al Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz l’esposizione temporanea della pala cinquecentesca Sant’Antonio da Padova, la Vergine Maria e Cristo Giudice proteggono la città di Viterbo, restituita al pubblico al termine di un articolato restauro promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio nell’ambito del progetto di riqualificazione della Basilica di San Francesco alla Rocca. Databile al 1544, l’opera è realizzata su tavola lignea con tecnica a tempera grassa e olio, e rappresenta una testimonianza di grande rilevanza storica, religiosa e civile per Viterbo.
Composizione e valore storico
La scena è dominata da Cristo Giudice, affiancato da angeli, mentre in basso Sant’Antonio da Padova e la Vergine Maria proteggono la città, raffigurata con precisione topografica. La veduta urbana restituisce un importante documento storico della Viterbo del XVI secolo. Studi recenti hanno ricondotto la scena a un episodio storico coerente con la data visibile nel loggiato della Rocca, superando le interpretazioni precedenti legate alla Battaglia di Lepanto.
Il restauro
L’intervento conservativo, durato circa sei mesi, ha affrontato criticità strutturali e superficiali: il supporto ligneo mostrava deformazioni e attacchi xilofagi, mentre la pellicola pittorica presentava sollevamenti, lacune e crettature. Le operazioni di consolidamento, pulitura e reintegrazione pittorica hanno restituito piena leggibilità all’immagine, valorizzando cromie, profondità compositiva e ricchezza dei dettagli. Sul retro è stato installato un sistema di protezione climatica per garantirne la conservazione futura.
Le parole della direttrice
«La restituzione al pubblico di questa pala è un risultato di grande valore per Viterbo e per il patrimonio culturale del Lazio, perché unisce tutela, ricerca e valorizzazione», dichiara Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei nazionali Lazio. La scelta di presentarla temporaneamente al Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz offre al pubblico un’occasione unica di approfondimento prima del rientro nella Basilica di San Francesco alla Rocca.
L’esposizione e il rientro
Durante il periodo espositivo, i visitatori potranno osservare da vicino l’opera e apprezzarne i dettagli iconografici e formali. Al termine, la pala sarà ricollocata nella zona absidale della Basilica, dialogando con il lacerto di affresco recentemente restaurato e con i monumenti funebri dei papi che resero Viterbo sede pontificia nel XIII secolo. Il rientro nell’ambito originale restituirà pienamente il valore storico, devozionale e artistico di questo patrimonio legato all’identità cittadina.
Contesto e celebrazioni
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di studio, restauro e valorizzazione della Basilica e assume un significato simbolico nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. L’ingresso all’inaugurazione è libero fino a esaurimento posti.