Per sei giorni, Roma diventa un hub diffuso della ricerca artistica. Le attività si articolano tra l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, i Musei Capitolini – Pinacoteca Capitolina e il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, componendo una vera e propria geografia urbana della ricerca.
Arte, scienza e tecnologia in dialogo
Convegni, tavole rotonde, mostre e installazioni mettono in relazione arte, scienza, patrimonio e intelligenza artificiale. Dalla diagnostica avanzata alle esperienze in realtà virtuale, EAR restituisce il percorso creativo come processo in divenire, rendendo visibili materiali, tecniche e fasi immaginative dell’opera d’arte.
Il cuore istituzionale all’Ara Pacis
Il centro pubblico e istituzionale del progetto è l’Auditorium dell’Ara Pacis, che nelle giornate del 18 e 19 febbraio ospita la presentazione ufficiale di EAR, con keynote e tavole rotonde che riuniscono artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università, accademie e centri di ricerca italiani ed europei.
Le mostre all’Accademia di Belle Arti
Negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Roma prende forma un ampio percorso espositivo. Tra le principali proposte, la mostra immersiva Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia, dedicata al Barocco e alle sperimentazioni multisensoriali, affiancata da installazioni che indagano il rapporto tra intelligenza artificiale, creatività e intelligenza collettiva.
I grandi maestri e i processi creativi
Sempre all’Accademia, dispositivi espositivi e progetti di ricerca permettono di entrare nella genesi dell’opera d’arte: da Tiziano e la Pala Gozzi, a Michelangelo e Sebastiano del Piombo, fino alle indagini diagnostiche sviluppate dall’INFN – Università Roma Tre, che rendono leggibili strati pittorici, ripensamenti e fasi esecutive normalmente invisibili.
La Pinacoteca Capitolina
Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini è visitabile la mostra Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, che esplora il concetto di opera in divenire attraverso disegni e lavori incompiuti, supportati dalle analisi scientifiche sviluppate all’interno del progetto EAR.
Musica e performance a Santa Cecilia
La dimensione sonora trova spazio al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, che il 19 febbraio ospita Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacustic, concerto elettroacustico concepito come parte integrante della restituzione del progetto.
Ricerca, gioco e spazi digitali
EAR si estende anche oltre gli spazi fisici con piattaforme digitali e progetti di gaming, come Hohenstaufen – The Game, dimostrando come il videogioco possa diventare strumento di ricerca artistica, narrazione storica e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Un evento aperto al pubblico
Tutti gli appuntamenti di EAR – Enacting Artistic Research sono a ingresso gratuito, confermando la volontà di rendere la ricerca artistica accessibile e condivisa, tra luoghi storici, sperimentazione tecnologica e nuove forme di conoscenza.
Suono, performance e gaming
La dimensione performativa completa il progetto: concerti elettroacustici, installazioni sonore e progetti di gaming dimostrano come musica, gioco e interattività possano diventare strumenti di ricerca, narrazione storica e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Un accesso aperto alla conoscenza
Tutti gli eventi di EAR sono a ingresso gratuito, confermando la volontà di rendere la ricerca artistica un patrimonio condiviso. Accanto agli spazi fisici, piattaforme digitali e hub di ricerca estendono l’esperienza anche online, creando nuovi strumenti di orientamento e confronto internazionale.





