L'EVENTO

Dopo 50 anni riapre la Chiesa di Santa Caterina dei Funari

Questo gioiello rinascimentale riapre dopo un lungo restauro e torna a essere un luogo di culto e arte, con opere di artisti come Carracci e Venusti

Dopo 50 anni riapre la Chiesa di Santa Caterina dei Funari

Dopo cinquant’anni di chiusura, la Chiesa di Santa Caterina dei Funari riapre finalmente al pubblico. Questo gioiello rinascimentale, situato nel cuore di Roma, torna ad essere un luogo di culto e di grande valore artistico. Al suo interno sono custodite opere di alcuni dei più importanti artisti del periodo, tra cui Marcello Venusti, Girolamo Muziano e Annibale Carracci. Il restauro, completato grazie all’impegno dell’Asp Istituto Romano San Michele e alla collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, ha permesso di restituire alla città un patrimonio storico di inestimabile valore.

Il restauro: sicurezza e valorizzazione

Il restauro ha riguardato non solo la messa in sicurezza dell’edificio, ma anche l’installazione di nuove infrastrutture, come un impianto elettrico modernizzato, climatizzazione, allarme e un nuovo sistema di illuminazione. Questi interventi hanno permesso di mettere in risalto le opere che adornano la chiesa, permettendo ai visitatori di apprezzarle come mai prima d’ora. “Oggi restituiremo ai fedeli un luogo di culto e alla città un luogo artistico prezioso”, ha dichiarato Giovanni Libanori, presidente dell’Asp Istituto Romano San Michele, durante la cerimonia di riapertura.

Un patrimonio da tutelare

La Chiesa di Santa Caterina dei Funari è un esempio significativo di come la tutela del patrimonio storico possa contribuire all’identità culturale di una città, favorendo anche il turismo e la partecipazione sociale. “Un bene storico è una risorsa viva che alimenta la conoscenza e il turismo, oltre a rafforzare l’identità della nostra comunità”, ha aggiunto Libanori. Le opere conservate al suo interno, tra cui pitture su tela, ardesia, stucchi dorati e opere lignee, sono finalmente visibili al pubblico grazie al nuovo allestimento e al restauro che ha permesso di preservarle in modo adeguato.

Il contributo della Regione Lazio

Durante la cerimonia, hanno preso la parola anche i rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli. “Siamo in un luogo di culto che rappresenta l’arte e la storia della nostra città. Riaprire questa chiesa è un regalo che la città di Roma fa a se stessa”, ha affermato Maselli. Il politico ha anche sottolineato l’importanza dei centri antiviolenza nella regione, in riferimento alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, evento che coincideva con la riapertura dell’edificio religioso.

Un gioiello dell’arte manierista

Il restauro ha restituito alla città un’opera d’arte di grande valore, sia religioso che culturale. Tommaso Strinati, storico dell’arte, ha dichiarato: “La Chiesa di Santa Caterina è un gioiello delicatissimo che conserva opere da grandi maestri, tutti allievi di Michelangelo. È un esempio di pittura manierista che ha molto da offrire, e che finalmente viene resa fruibile al pubblico in un nuovo allestimento”.