Gian Piero Gasperini alla vigilia del sfida con l’Atalanta prova a restare freddo, lucido, tenendo poesia e filosofia lontana dalla narrazione del suo primo ritorno a Bergamo. Appare meno romantico di quello che, nemmeno una settimana fa, è andato in scena con Daniele De Rossi all’Olimpico. Ma non per questo viene meno il legame creato con una città nella quale è stato nove anni, compresi quelli durissimi del Covid. Lui che bergamasco non è, perché è nato in Piemonte, ma lo è diventato, al punto che nel 2019 è stato reso anche cittadino onorario.
Gasperini ha trasformato, con i Percassi, una realtà di provincia in una big della Serie A, capace di dare fastidio a tutti, fino ad arrivare al successo nel 2024 in Europa League. Il coronamento di un cammino, “ma non il punto più alto”, dice Gasp. “Perché dopo quel successo – spiega -, avevo la convinzione che potessimo fare ancora di più”. L’obiettivo era diventato lo Scudetto, che ora fa sognare ai tifosi giallorossi, ma prima dovrà superare indenne l’ostacolo Atalanta. “Intanto torno con grande piacere”, racconta. Poi sull’accoglienza che si aspetta ci scherza: “Quella per De Rossi a Roma è stata bella e meritata, ma spero finisca diversamente…”.
Da Bergamo, infatti, non vuole rientrare con una sconfitta, come accaduto al suo collega. Per questo “con i bergamaschi sarà bello salutarsi, poi ognuno per se, senza prigionieri”. Poca retorica, tanto pragmatismo che non cancellano comunque un legame che resterà indissolubile. “Quella con l’Atalanta è stata une bella storia, dove penso di aver lasciato un grande valore – dice ancora -. Tutto inizia con Percassi, poi siamo stati capaci di migliorarci sempre e la cosa incredibile era quella di fare certi risultati con i bilanci in utile. Siamo diventati scomodi”. Ma come spesso accade nel calcio, tutte le storie hanno una fine e quella di Gasperini inizia a vacillare quando i Percassi firmano l’accordo con Bain Capital. “Lì cambia la proprietà e la figura dell’allenatore diventa diversa”, dice Gasp.
Ma nessun rancore o rimpianto. Oggi è felice a Roma. “Sono in un contesto nel quale credo molto e che è tanto stimolante – le sue parole -. La cosa che per me è importante è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver tolto lo scetticismo che c’era su di me”. Così prova a lasciare le emozioni del ritorno fuori dal campo, con l’obiettivo di rimanere attaccato al gruppo di testa. “Ci sono tante squadre e tutte vicine – sottolinea -. Ci si gioca molto in poco, dalla Champions allo scudetto, fino al nulla. Ma noi accettiamo la battaglia, stando attenti a guardare il nostro percorso”. Uno scenario che cambia le dinamiche del mercato, con le big scatenate e la Roma che prova a fare il suo. Il nome caldo è quello di Giacomo Raspadori dell’Atletico Madrid. I club – arrivano conferme anche da Trigoria – hanno un accordo di massima per un prestito oneroso a due milioni di euro e 19 per il diritto di riscatto condizionato ad un numero minino di presenze. Manca dunque l’intesa con il calciatore, al quale Massara sta lavorando.