Un eccezionale recupero restituisce all’Italia e alla memoria collettiva un importante tassello di storia romana. L’epigrafe funeraria di Sextus Congenius Verus, marinaio della flotta pretoria di Miseno ritenuta dispersa dal 1943, torna ufficialmente a far parte del patrimonio del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. Il reperto farà il suo debutto pubblico il prossimo 18 settembre, in occasione della grande riapertura e del nuovo allestimento del museo.
Una storia secolare: dal ritrovamento alla scomparsa
La lapide marmorea, risalente al II secolo d.C. (dalle dimensioni di 31,5 x 29,5 cm), vanta una storia complessa e affascinante:
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1866: Viene scoperta durante i lavori di costruzione del carcere di Civitavecchia nell’area di Prato del Turco, l’antica necropoli romana dell’allora Centumcellae, destinata ai marinai delle flotte imperiali di Miseno e Ravenna.
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1943: Conservata presso le collezioni del Museo Civico, se ne perdono completamente le tracce a seguito delle distruzioni causate dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale.
Il ritrovamento a New Orleans e la cooperazione internazionale
Dopo oltre ottant’anni di silenzio, la svolta avviene nel marzo 2025: l’epigrafe riemerge inaspettatamente a New Orleans (USA), dove viene riconosciuta dalla professoressa Susan S. Lusnia, docente di Archeologia Classica alla Tulane University.
I proprietari privati statunitensi hanno manifestato la volontà di restituire il bene, dando avvio a un’esemplare operazione di cooperazione internazionale gestita da:
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Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC)
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Art Crimes Unit dell’FBI
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Consolato Generale d’Italia a New York
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Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia
L’articolata sinergia ha permesso il definitivo rimpatrio dell’opera il 10 aprile 2026.
Chi era Sextus Congenius Verus?
L’iscrizione latina svela l’identità e le origini del defunto:
Testo latino: D(is) M(anibus) / S(e)x(to) Congenio Vero / mi(liti) cl(assis) p(raetoriae) Mi(senensis) natio(ne) Bes(so) / vixit an(nis) XLII mi(litavit) an(nis) XXII, Tutela ((triere)) Ascepio / fece(runt) Atilius Carus / et Vettius Longi
Traduzione: «Agli Dei Mani. A Sesto Congenio Vero, soldato della flotta pretoria di Miseno, di origine bessa (della Tracia). Visse 42 anni, prestò servizio militare per 22 anni. La trireme Tutela e la trireme Ascepio fecero (il monumento funerario). (Lo dedicarono) Atilio Caro e Vettio Longo.»
Un documento storico di eccezionale valore, che attesta la presenza e l’organizzazione della marina militare romana nel porto voluto dall’imperatore Traiano.
La riapertura del Museo: 18 Settembre
L’epigrafe rappresenterà uno dei pezzi forti del percorso espositivo permanente del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia (istituto della Direzione regionale Musei nazionali Lazio).
L’inaugurazione del nuovo allestimento, prevista per il 18 settembre, offrirà ai visitatori una narrazione completamente rinnovata sulla storia di Civitavecchia, integrando reperti finora conservati nei depositi con modelli 3D, installazioni multimediali e percorsi pensati per la piena accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva.
