Giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 21,30, alla Festa del Cinema di Roma, viene presentato in prima visione nella sezione Special Screening il film “Un atto d’amore”, diretto dal regista Stefano Ribaldi. L’opera cinematografica ripercorre la vita e la fine del magistrato Giovanni Falcone, ricordando al contempo gli oltre trent’anni di attività profusi dalla Fondazione Falcone per la diffusione della cultura della legalità. La realizzazione della pellicola si avvale della collaborazione con la Rai, che ha messo a disposizione i materiali del proprio archivio delle teche.
Il racconto prende le mosse dagli eventi di sabato 23 maggio 1992, quando alle 17,58 l’esplosione dell’attentato di Capaci provocò la morte del procuratore Giovanni Falcone, della consorte e magistrata Francesca Morvillo e dei componenti della scorta. L’episodio generò una reazione civile in tutta Italia, simboleggiata dai teli bianchi esposti ai balconi di Palermo e di altre città del Paese. In quel contesto emersero le dichiarazioni dello stesso servitore dello Stato:
“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
La nascita della struttura e la diffusione nelle scuole
Per dare continuità al lavoro del congiunto e del collega Paolo Borsellino, ucciso due mesi più tardi nella strage di via D’Amelio, la sorella Maria Falcone ha scelto di fondare l’ente benefico insieme alle persone vicine alle vittime. L’organizzazione ha avviato nei decenni successivi un’attività formativa rivolta alle giovani generazioni attraverso incontri e iniziative negli istituti scolastici italiani.
La narrazione del lungometraggio, affidata in prima persona a Maria Falcone, si snoda nel quartiere Kalsa di Palermo, luogo d’origine dei fratelli. Il montaggio include registrazioni audio e video con gli interventi del giudice Giovanni Falcone, del collega Paolo Borsellino, i sermoni di Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco, oltre ai discorsi dei Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella.
I reperti a Palazzo Jung e il percorso di sensibilizzazione
Il percorso illustrato nel film documenta le attività promosse a partire dalle aule scolastiche fino ai raduni commemorativi del 23 maggio, svoltisi inizialmente nell’aula bunker e in seguito presso la sede di Palazzo Jung a Palermo. L’edificio ospita uno spazio espositivo dove sono conservati gli oggetti personali del magistrato, fra cui le sue agende, e i resti della vettura Quarto Savona 15.
L’opera documenta anche l’apporto fornito dall’altra sorella, Anna Falcone, coinvolta nelle iniziative della struttura unitamente a rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, della società civile e del settore economico. In merito al valore della testimonianza e degli obiettivi conseguiti, la promotrice del progetto ha sintetizzato il senso dell’impegno collettivo:
“La vita e la morte di Giovanni e Paolo, non sono state inutili, la loro memoria è divenuta il nostro presente e i loro sogni rappresentano il nostro futuro”.
