IL DIBATTITO

Salute mentale, l’intervento del Direttore Generale della ASL Roma 1

“Lo scenario sta cambiando in modo significativo. Al centro di questo cambiamento c'è il PANSM (Piano di Azione per la Salute Mentale, noto anche come PANSM 2025-2030)"

Salute mentale, l’intervento del Direttore Generale della ASL Roma 1

Il tema della salute mentale nel nostro Paese rappresenta una priorità che richiede una programmazione strutturata e di lungo periodo. Lo dichiara in una nota Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale dell’ASL Roma 1, Presidente della Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) ed esperto del Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale del Ministero della Salute, coordinato dal professor Alberto Siracusano.

L’intervento del Direttore Generale della ASL Roma 1

“Lo scenario sta cambiando in modo significativo. Al centro di questo cambiamento c’è il PANSM (Piano di Azione per la Salute Mentale, noto anche come PANSM 2025-2030), il nuovo piano strategico nazionale approvato per riorganizzare i servizi territoriali e migliorare l’assistenza. Questo strumento è il frutto di un percorso di ascolto e audizioni che ha coinvolto il mondo scientifico e accademico, gli ordini professionali e le associazioni, nato grazie alla forte attenzione del Ministro della Salute, che ha voluto istituire un apposito gruppo di esperti.

Quello che cambia oggi – spiega Quintavalle – è che le istituzioni non si muovono più sulla scia di linee guida teoriche. Abbiamo finalmente un piano dettagliato che poggia su fondamenta solide, supportato da risorse economiche vincolate e destinate specificamente all’assunzione di nuovo personale, il comma 344 prevede l’impiego di 30 milioni di euro per l’assunzione a tempo indeterminato di personale dei ruoli sanitario e sociosanitario da destinare ai Servizi di salute mentale delineati nel PANSM.

Inoltre, i commi 344-347 dell’art. 1 stabiliscono la destinazione di una quota del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni di euro per il 2027, 90 milioni di euro per il 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029, per la realizzazione degli obiettivi e delle azioni strategiche definiti nel Piano. La riforma del Ministro Schillaci quindi punta esattamente a ridare dignità ai servizi territoriali attraverso investimenti certi, anche sul capitale umano, con ricadute evidenti sulle Regioni”.

Dall’analisi del contesto emerge inoltre un dato particolarmente significativo: il progressivo aumento degli accessi ai servizi. “Questa tendenza – conclude Quintavalle – ci impone di lavorare con decisione su zone e presidi che fungano da filtro del disagio, intervenendo prima che questo si trasformi in patologia”.