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LO STUDIO
Asl Roma 1, presentati i primi risultati del progetto Pr.I.ME
Il lavoro mette al centro della prevenzione delle sostanze stupefacenti l’autoregolamentazione emotiva ed il governo di sé

Si è svolto a Roma il convegno Pr.I.ME “Prevenire con Insight - Motivazione Emozione”, un importante progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Antidroga - per la prevenzione delle tossicodipendenze nella popolazione universitaria ed attuato dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1, in qualità di ente capofila, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica di Sapienza Università di Roma e l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti Pescara.
Il lavoro si è basato su un modello di ricerca/azione, con la finalità di prevenzione trasversale dei disturbi da dipendenza, basato sul potenziamento delle funzioni esecutive, dei processi di insight, della consapevolezza dei rischi da uso sostanze, di strategia di coping.
L’idea alla base di Pr.I.M.E. è che si possa prevenire l’insorgenza di dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti, nonché di patologie psichiche, tramite un modello di potenziamento delle capacità di regolazione emotiva e gestione di sé. Consapevolezza di sé e auto-regolamentazione emotiva infatti rappresentano i maggiori fattori di protezione durante le fasi evolutive più importanti, fra cui quella universitaria.
I professionisti impegnati nel progetto hanno diffuso una survey tra gli studenti universitari di tutto il paese, per esplorare la diffusione del fenomeno dei consumi di alcool e sostanze stupefacenti, le rappresentazioni all’interno della popolazione universitaria dei rischi connessi e, più in generale, la diffusione delle dipendenze.
I risultati definitivi del progetto sono in elaborazione e saranno pubblicati nelle prossime settimane, ma da una prima analisi risultano chiare alcune cose: fra molti studenti è alta la diffusione dei consumi di alcool e tabacco, e persiste l’idea che il ricorso alle sostanze o ai farmaci possa essere una modalità di regolazione delle proprie emozioni, finanche una strategia per affrontare lo stress e migliorare le performance lavorative e studentesche.
Sono ancora in corso anche i laboratori e le attività pratiche che hanno coinvolto gli studenti di Roma e di Chieti, questi lavori di gruppo hanno altresì evidenziato come l’autoregolazione emotiva e la consapevolezza di sé stessi siano invece dei fattori chiave per il contrasto all’uso sviluppo di dipendenze e patologie psicologiche.
Presente alla conferenza il Direttore Generale della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle, che ha ribadito l’impegno dell’azienda nella prevenzione al contrasto delle sostanze stupefacenti: «Pr.I.M.E. è un lavoro essenziale, che affronta quella che negli ultimi tempi si sta delineando come una vera emergenza. Prima ancora di occuparci di disassuefazione dobbiamo prevenire la diffusione delle sostanze fra i giovani, abbiamo abbassato l’età di intervento ma siamo consapevoli che la popolazione universitaria sia una fascia importante su cui agire. Questo lavoro è straordinario perché ha raggiunto circa 1500 studenti che su base volontaria hanno partecipato alla survey e condiviso il lavoro con noi, ma soprattutto è innovativo perché mette al centro quella parte emozionale che riteniamo fondamentale per la prevenzione. Dobbiamo continuare così, privilegiando la prospettiva olistica dell’approccio One Health, consapevoli che con la prevenzione dalle sostanze stupefacenti possiamo raggiungere tantissimi obiettivi, non ultimi quelli legati al contrasto al bullismo».
Sulla stessa falsariga l’intervento di Paolo Molinari, a capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha dichiarato: «Consapevolezza deve diventare la parola chiave nella prevenzione al consumo di sostanze stupefacenti, ma intesa in senso sociale: tutti abbiamo una parte ed un ruolo in questo processo. Per questo è stato importante coinvolgere i ragazzi, oltre che gli operatori, in questo progetto, ma se vogliamo fare qualcosa di concreto dobbiamo proseguire questa strategia e arrivare anche alle famiglie, alla scuola ed alle istituzioni. Tutti noi abbiamo il dovere di accrescere la nostra consapevolezza in materia, per prevenire le dipendenze vecchie e nuove, fra cui quella da internet e social network che sarà la prossima emergenza. Vi ringrazio per questo lavoro perché è stato prezioso, noi come dipartimento ci stiamo muovendo sulla stessa linea, intervenendo su fasce sempre più giovani con la prevenzione».
Presente anche il Rettore dell'Università D'Annunzio di Chieti Pescara Liborio Stuppia che ha aggiunto: "Siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto e mi complimento con la professoressa Committeri che ha seguito per noi i lavori. Qui è in gioco il ruolo dell’università nello sviluppo umano dei ragazzi, non possiamo limitarci al nozionismo ma dobbiamo trasferire competenze e rappresentare un punto di incontro e socializzazione per i ragazzi, che ne hanno bisogno specialmente dopo le chiusure del Covid, di cui paghiamo ancora le conseguenze. L'Università deve saper aggregare perché le persone isolate sono più propense a cadere nelle dipendenze e nelle patologie psichiche».
Anche la Rettrice di Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni è intervenuta tramite un video messaggio: «Il tema è di fondamentale importanza, non solo per la prevenzione ma anche perché lo studio si basa su un metodo scientifico, oggettivo e non stigmatizzante. È un approccio innovativo che mette in primo piano la consapevolezza, la motivazione e l'autoregolazione emotiva come alleati fondamentali per la prevenzione.
Non è un intervento punitivo o giudicante, ma un'azione educativa che punta a fornire ai giovani, e soprattutto alle Istituzioni tutte, gli strumenti per comprendere i rischi delle sostanze e prendere decisioni consapevoli, senza pregiudizi o semplificazioni. Ringrazio tutti i promotori del Progetto e i partecipanti a questa giornata, sono convinta che solo dal dialogo sinergico tra istituzioni, esperti e studenti possano emergere nuove strategie per una Comunità più sana e consapevole».
Successivamente sono intervenuti il Dott. Giuseppe Ducci, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 1, la Dottoressa Adele Di Stefano, la prof.ssa Giorgia Committeri dell'Università degli Studi di Chieti Pescara, la prof.ssa Anna Maria Speranza Università La Sapienza di Roma, il Prof. Stefano Canali Università Roma3 e infine Selene Regio del DSM ASL Roma 1 che ha condotto la tavola rotonda con i veri attori del progetto, i ragazzi coinvolti. Il convegno si è così sviluppato sulla presentazione dei risultati provvisori derivanti dalla survey, dai laboratori e dallo screening, le tre attività principali di Pr.I.M.E. i cui risultati definitivi saranno pubblicati nelle prossime settimane