l'inaugurazione

Agli Ifo ampliato il blocco operatorio hi-tech, assunti 17 anestesisti e 27 infermieri

Il presidente Rocca al taglio del nastro, investimento per oltre 2,2 milioni di euro

Agli Ifo ampliato il blocco operatorio hi-tech, assunti 17 anestesisti e 27 infermieri

È stato presentato, presso il Centro Congressi degli IFO – Istituti Fisioterapici Ospitalieri Regina Elena e San Gallicano – il potenziamento della chirurgia oncologica di alta complessità, alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del direttore della direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria, Andrea Urbani, del direttore generale degli IFO Livio De Angelis, delle autorità istituzionali, del management aziendale e della comunità clinica.

Il presidente Rocca ha partecipato al taglio del nastro del Blocco Operatorio ampliato, che si sviluppa su una superficie di 600 metri quadrati, per un investimento complessivo di 2.283.487 euro che ha consentito l’attivazione di due nuove sale operatorie e dei relativi servizi di supporto. Con le nuove attivazioni, salgono a dieci le sale operatorie dedicate esclusivamente alla chirurgia complessa, tutte digitalmente integrate e collegate alla cartella clinica elettronica. Accanto all’ampliamento strutturale e tecnologico, è stato realizzato un importante rafforzamento del personale con l’assunzione a tempo indeterminato di 17 anestesisti e 27 infermieri dedicati al blocco operatorio, a supporto dell’incremento delle attività chirurgiche e della continuità assistenziale.

L’ampliamento del Blocco Operatorio consente un aumento della capacità produttiva e produce effetti diretti sulla riduzione delle liste d’attesa per la patologia oncologica, garantendo al contempo elevati standard di qualità e sicurezza per pazienti e operatori. I numeri confermano la portata dell’investimento: nell’ultimo anno agli IFO sono stati effettuati 7.377 interventi chirurgici, tra regime ordinario e day surgery. In particolare, nel 2025 sono stati eseguiti 1.468 interventi di chirurgia robotica multi-port e single-port, con una crescita complessiva di circa il 55% negli ultimi cinque anni.

Il Blocco Operatorio si avvale di tre sistemi robotici multi-port e di un sistema single-port, oltre a sette colonne laparoscopiche 3D/4K, strumenti avanzati per il trattamento dei tessuti e applicazioni di chirurgia guidata da fluorescenza, che garantiscono maggiore precisione e un più rapido recupero post-operatorio. L’intero percorso oncologico è supportato da servizi diagnostici di alto livello. Nel 2025 la Medicina Nucleare ha effettuato 6.390 PET, mentre la Radiologia dispone di tecnologie di ultima generazione, tra cui il mammografo digitale 3D con tomosintesi. Un sistema integrato che conferma il ruolo strategico degli IFO nella diagnosi, stadiazione e follow-up oncologico.

Il potenziamento del Blocco Operatorio si inserisce in un’organizzazione avanzata dei percorsi assistenziali e in un processo di digitalizzazione che consente la tracciabilità completa del paziente lungo l’intero percorso chirurgico, consultabile in tempo reale anche da familiari e caregiver. Un ulteriore passo verso una sanità pubblica moderna, sicura e sempre più attenta alla centralità della persona.

«Evitare che l’IFO perdesse ruolo e forza era un dovere. Oggi possiamo dire che ha recuperato la sua piena centralità. Finalmente, abbiamo dato corpo a una visione che rafforza la nostra oncologia pubblica. Dopo quasi tre anni di lavoro, stiamo cambiando passo con scelte concrete, non con annunci. Inauguriamo due nuove sale operatorie, con un investimento di oltre 2 milioni di euro. Le sale, cosi’, diventano dieci: dall’alta complessità alla chirurgia robotica d’avanguardia, insieme a nuove assunzioni di anestesisti e infermieri. Ringrazio il direttore Livio De Angelis per aver raccolto una sfida difficile, consegnandoci risultati concreti. Con 101 milioni di euro di investimenti complessivi tra PNRR ed edilizia sanitaria, abbiamo rafforzato, come mai prima, questa struttura. A chi affronta una malattia oncologica e per le famiglie coinvolte in questo difficile percorso, possiamo dire – con orgoglio – di garantire tra le migliori cure a livello nazionale»: così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.