gli accertamenti

Valter Lavitola arrestato per l’attentato a Ranucci

La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi

Valter Lavitola arrestato per l’attentato a Ranucci

I Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della DDA locale, nei confronti di due persone ritenute presunti mandante e organizzatore dell’attentato contro il giornalista televisivo Sigfrido Ranucci.

I due indagati sono gravemente indiziati dei reati di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, con le aggravanti dell’azione compiuta da più di cinque persone e del metodo mafioso.

L’operazione si inserisce nelle complesse indagini sull’attentato dinamitardo avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 davanti alla villa del giornalista a Torvaianica (Pomezia). Gli sviluppi investigativi seguono l’arresto, avvenuto il 30 giugno precedente, di quattro persone individuate come presunti esecutori materiali dell’esplosione.

Secondo quanto ricostruito dal provvedimento cautelare, le due figure avrebbero avuto ruoli chiave di pianificazione e coordinamento:

  • Valter Lavitola è indiziato di aver ideato il piano delittuoso e di aver dato mandato a Gomes di trovare i soggetti in grado di recuperare l’esplosivo ed eseguire l’attentato dimostrativo. Avrebbe inoltre partecipato di persona con Gomes a un primo sopralluogo sul posto il 15 settembre 2025.

  • Clesio Tavares Gomes, attualmente in fase di rintraccio e ancora ricercato, avrebbe fatto da tramite per conto di Lavitola, reclutando e istruendo gli esecutori materiali provenienti dalla Campania. Oltre al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e svolto una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’auto del suocero.

Le misure restrittive si basano su elementi di prova incrociati: l’analisi dei tabulati telefonici e telematici delle celle di copertura della zona dell’attentato, il tracciamento dei veicoli usati nelle fasi preparatorie e l’analisi forense dei cellulari degli indagati, che hanno smentito i loro tentativi di precostituirsi un alibi.