CALDO ESTREMO

Stop al lavoro sotto al sole cocente, la stretta della Regione Lazio

Il presidente della Regione ha sottolineato come la tutela della salute debba avere la priorità assoluta rispetto alle logiche produttive:

Stop al lavoro sotto al sole cocente, la stretta della Regione Lazio

L’estate romana non dà tregua, e le temperature diurne ben sopra la media degli ultimi dieci anni hanno spinto la Regione Lazio a correre ai ripari. Il governatore Francesco Rocca ha firmato un’integrazione all’ordinanza dello scorso 22 maggio, estendendo il divieto di lavorare nelle ore più calde a nuove categorie di lavoratori particolarmente esposti al sole.

Il blocco delle attività all’aperto è scattato immediatamente e resterà in vigore fino al 15 settembre, nella fascia oraria più critica: dalle 12:30 alle 16:00.

Le nuove categorie interessate

Se una parte dei lavoratori all’aperto era già tutelata dal precedente provvedimento, la nuova ordinanza allarga lo scudo protettivo. Le nuove categorie che dovranno fermarsi nelle ore centrali della giornata sono:

  • Manutenzione del verde pubblico e privato (incluso lo sfalcio dell’erba sulle banchine stradali).

  • Cantieri stradali di manutenzione.

  • Ispezione e verifica dei ponti.

  • Logistica e consegna merci nei centri urbani (con esposizione prolungata al sole).

Le parole del Governatore Rocca

Il presidente della Regione ha sottolineato come la tutela della salute debba avere la priorità assoluta rispetto alle logiche produttive:

“Di fronte a temperature eccezionali, le istituzioni hanno il dovere di intervenire con tempestività e responsabilità. Il lavoro è dignità, ma non può mai mettere a rischio la salute e la vita delle persone. Prevenire significa proteggere i lavoratori più esposti e richiamare tutti, imprese e istituzioni, a una responsabilità condivisa.”

Il plauso (con riserva) della CGIL

La Cgil di Roma e del Lazio, che ha collaborato attivamente alla raccolta dati sulle ondate di calore insieme a Greenpeace, ha accolto con grande favore la decisione:

  • Un traguardo importante: Il sindacato definisce l’integrazione “il frutto della mobilitazione” e un passo avanti fondamentale per la sicurezza sul lavoro.

  • La richiesta di controlli: La Cgil chiede ora che l’ordinanza venga applicata rigorosamente e che si intensifichino i controlli sul territorio per sanzionare chi non rispetta i divieti.

  • I nodi ancora da sciogliere: Resta aperta la richiesta di un intervento a livello nazionale da parte del Governo e l’introduzione di misure straordinarie di sostegno al reddito per i lavoratori costretti a fermarsi, affinché nessuno debba “scegliere tra salute e stipendio”.