Una spedizione punitiva legata a debiti maturati nell’ambiente dello spaccio di droga e minacce per recuperare denaro. È quanto emerso da un’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati di lesioni personali aggravate dallo sfregio permanente del volto e tentata estorsione aggravata.
Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di ricostruire due episodi avvenuti tra luglio e agosto nella periferia est della Capitale, legati a una rete di debiti, intimidazioni e violenze riconducibili al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Il primo episodio risale al 6 luglio, quando un uomo è stato aggredito violentemente nella propria abitazione, nella zona di Centocelle, e ferito al volto con un’arma da taglio, riportando uno sfregio permanente. Le indagini sono inizialmente risultate complesse a causa delle reticenze della vittima e delle versioni discordanti fornite durante gli accessi in una struttura sanitaria.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire la vicenda attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei tabulati telefonici e delle celle agganciate dai dispositivi presenti nella zona dell’aggressione.
Secondo l’ipotesi investigativa, alla base della violenza ci sarebbe stato un debito insoluto per l’acquisto di droga, che avrebbe innescato una catena di mancati pagamenti tra diversi soggetti. Uno degli indagati, vantando un credito nei confronti della vittima, avrebbe coinvolto due propri creditori per organizzare l’aggressione, con l’obiettivo di punire il mancato pagamento e ottenere la restituzione del denaro.
Circa un mese dopo, lo stesso soggetto avrebbe minacciato telefonicamente un altro debitore per recuperare le somme necessarie a saldare i propri debiti, facendo riferimento anche a precedenti episodi di violenza legati a questioni economiche analoghe.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire i rapporti tra gli indagati e di delineare le presunte responsabilità di ciascuno nei due episodi. Sulla base degli elementi raccolti, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati.