Scatta da domani, 1 ottobre, il fermo biologico della pesca lungo le coste del Lazio.
I pescherecci del Compartimento Marittimo di Roma, con le flotte di Fiumicino e Anzio, e quelli di Civitavecchia, Gaeta e Terracina. rimarranno quindi in porto fino al 30 ottobre
L’interruzione temporanea obbligatoria dell’attività di pesca esercitata con reti a strascico, recepita dall’Unione europea, è stata stabilita dal decreto del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che disciplina l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per il 2026. In questo mese di fermo è previsto un sostegno al reddito per i pescatori imbarcati sulle barche interessate dal fermo con le misure previste dal Ministero del Lavoro.
L’obiettivo è quello di favorire il ripopolamento delle risorse marine sui fondali.
Nel frattempo, i pescatori di Fiumicino e Civitavecchia hanno ricevuto un Attestato di stima dalla Commissione Europea per aver donato oltre 30 tonnellate di reti da pesca dismesse all’Ucraina utilizzate per creare uno “scudo” anti attacchi dei droni per la protezione di strade e palazzi dagli attacchi dei droni. I droni, infatti, non riescono a superare le maglie delle reti da pesca.