LE INDAGINI

Professoressa accoltellata a scuola, informativa al pm: “Caccia agli istigatori”

I carabinieri, coordinati dalla Procura dei Minori, in queste ore stanno scandagliando il web per cercare di ricostruire la rete di contatti del ragazzino, a partire dagli utenti del canale da cui venerdì mattina aveva fatto scattare una sorta di countdown fino al momento in cui ha aperto la porta della classe impugnando il coltello

Professoressa accoltellata a scuola, informativa al pm: “Caccia agli istigatori”

Chi erano le quattro persone con cui lo studente tredicenne che venerdì mattina ha accoltellato la professoressa in una scuola media di Roma era collegato in videochiamata su Telegram durante l’aggressione e chi ha successivamente postato in rete il video che riprendeva quegli istanti. Si indaga per risalire alla loro identità e per accertare se il ragazzino sia stato spinto da qualcuno in rete a compiere la violenza. Un aspetto su cui è stata attivata anche la Procura ordinaria della Capitale, a cui è stata inviata una prima informativa degli investigatori. Il coinvolgimento dei magistrati di piazzale Clodio potrebbe essere proprio legato all’individuazione di eventuali istigatori che, attraverso gruppi social, potrebbero aver incentivato il tredicenne a compiere il gesto.

I carabinieri, coordinati dalla Procura dei Minori, in queste ore stanno scandagliando il web per cercare di ricostruire la rete di contatti del ragazzino, a partire dagli utenti del canale da cui venerdì mattina aveva fatto scattare una sorta di countdown fino al momento in cui ha aperto la porta della classe impugnando il coltello. Il minorenne aveva, inoltre, inviato ai 22 componenti di una chat su TikTok il messaggio: ‘Guys, guardate il tg dopo’. Il testo sarebbe stato postato alle 9.14, circa 45 minuti prima dell’aggressione.

Sotto la lente, dunque, sono finite una serie di chat e community con cui lo studente sarebbe entrato in contatto nell’ultimo periodo. Un mondo virtuale che potrebbe rimandare a server che si trovano all’estero come forse anche chi ha diffuso il video. Una delle piste porterebbe addirittura in Russia, alla luce di alcune scritte in cirillico che accompagnavano il filmato. Una circostanza che rafforzerebbe l’ipotesi di un avvicinamento nelle ultime settimane a gruppi estremisti anche di matrice suprematista che lo avrebbero ‘arruolato’ per indurlo a compiere l’azione. Con ogni probabilità le fasi dell’aggressione, trasmesse in diretta sulla chat dal tredicenne, sono state registrate da un altro utente che le ha poi diffuse in rete qualche ora più tardi. Nei tre minuti di filmato lo si vede nel bagno della scuola mentre si prepara: mette due coltelli nei pantaloni, indossa guanti verde militare, impugna lo spray urticante e prende gli occhiali da soft air. Poi percorre i corridoi della scuola diretto verso la classe: apre la porta e si avvicina alla professoressa seduta alla cattedra che colpisce per due volte al fianco sinistro. Un video, che ha iniziato a circolare sul web nella giornata di sabato, per cui sono arrivate anche offerte di denaro su alcuni siti.

Il 13enne, che per la sua età non è imputabile, si trova ancora ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile ed è seguito da un team di specialisti. Come da prassi, verrà poi redatta una sorta di relazione che arriverà sul tavolo della Procura dei minori. In base al resoconto degli esperti si valuteranno eventuali misure rieducative.