I collettivi annunciano di aver occupato la facoltà di Lettere alla Sapienza, a Roma. “Da settimane i giovani di tutta Italia si stanno mobilitando, e la Sapienza non è rimasta a guardare. Dopo una partecipata assemblea abbiamo occupato la Facoltà di Lettere e Filosofia. Le tende in Spagna, la rivolta francese, gli scioperi in Germania contro la leva militare, gli atenei e le scuole occupate in tutta Italia, la vittoria in Serbia parlano la stessa lingua: la nostra generazione è in rivolta, è stanca di subire, ha alzato la testa”, affermano il collettivo Osa. Nell’ateneo è in corso il ballottaggio per il posto del rettore.
“La parola d’ordine dell’Unione Europea è diventata una sola: la guerra. E mentre si alzano le armi si abbassano i salari, l’unica spesa che si può fare è la spesa militare dei governi, mentre il carrello della spesa – quello nostro e delle nostre famiglie – costa il 50% in più rispetto a 5 anni fa. Da qui nasce lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base per il 30 ottobre. Lavoratori e lavoratrici – dai portuali che bloccano il traffico di armi agli agricoltori, dagli operai ai docenti – tornano in campo perché è ora di organizzarci e rispondere a chi smantella i nostri diritti, taglia su salari, sanità, formazione per promuovere il riarmo”, spiegano i giovani dell’organizzazione Cambiare rotta su Instagram.
“Studenti e studentesse devono fare la loro parte perché il governo Meloni e la ministra dell’Università Bernini hanno fatto una scelta: di fronte alla crisi nessuna soluzione, solo propaganda, le menzogne della Bernini fanno scuola, manganello e decreti sicurezza per chi non ci sta e si oppone. Università e ricerca saranno sempre più definanziate, e l’unica funzione che le tiene in vita è il rispondere esigenze del comparto militare – dalla produzione di armi alla giustificazione ideologica della guerra – come conferma l’ultimo accordo firmato tra ministero dell’Università e Ministero della Difesa”.