Le quattro bare dei militari morti giovedì nello schianto dell’elicottero in Bosnia-Erzegovina hanno lasciato la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri al termine delle esequie solenni. Tra la commozione dei presenti e il saluto del picchetto d’onore, le salme sono state deposte sui carri funebri per raggiungere i rispettivi Comuni di provenienza. A seguire il corteo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le altre autorità dello Stato.
Nell’omelia, il cardinale Gian Franco Saba, Ordinario militare per l’Italia, ha ricordato il sacrificio dei quattro militari: «Simone, Claudio, Franco Adriano e Claudia hanno intuito che dedicare la vita al servizio è sapienza evangelica, questo orientamento nasce dal cuore di Dio e dall’amore per l’umanità, hanno desiderato cooperare per questo, per una fratellanza universale».
«Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni», ha aggiunto il cardinale.
Un messaggio di fede e speranza anche nel dolore: «Accettare evangelicamente non significa cadere nello smarrimento del dolore, accettare significa chiedere di guardare la vita con lo sguardo di Dio».