le indagini

L’attentato a Ranucci, l’analisi di chat e messaggi nei telefoni di Lavitola: “Si cerca il movente, qualcosa potrebbe saltare fuori”

In Procura potrebbe essere trasmesso nei prossimi giorni un esposto da parte di Fratelli d'Italia in cui si chiede ai magistrati di chiarire il rapporto tra i due e sui presunti affari di Lavitola nelle fonti rinnovabili nel Lazio

L’attentato a Ranucci, l’analisi di chat e messaggi nei telefoni di Lavitola: “Si cerca il movente, qualcosa potrebbe saltare fuori”

“Qualcosa potrebbe saltare fuori”. Chi indaga sul misterioso movente dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci non nasconde che risposte ed “elementi di chiarezza” potrebbero arrivare dall’analisi dei tre cellulari e delle due pen drive trovate nella disponibilità dell’imprenditore Valter Lavitola, ritenuto dai magistrati della Dda di piazzale Clodio il mandante dell’azione dinamitarda avvenuta il 16 ottobre dello scorso anno davanti alla villetta di Pomezia (Roma) dove Ranucci vive assieme alla famiglia.

Chat e messaggi, ma non solo. Dall’attività dei carabinieri sui device trovati nell’appartamento di Lavitola – il 4 luglio scorso – potrebbero emergere atti o documenti utili a definire il perimetro in cui si è consumata la decisione di affidare a una banda di quattro persone l’azione ai danni del conduttore di Report. Di particolare interesse investigativo potrebbe essere ciò che è custodito nelle ‘memorie esterne’ trovate nell’abitazione del ristoratore a Monteverde Vecchio. Materiale che potrebbe avere connessioni con le sette pagine scritte da Lavitola e poste sotto sequestro dagli investigatori che hanno accelerato l’attività istruttoria dopo avere visto l’indagato all’esterno della propria abitazione con una valigia, pronto a lasciare l’Italia in direzione dell’Africa.

Un’accelerazione inaspettata, un blitz scattato anche dopo che gli inquirenti hanno avuto certezza del fatto che Lavitola avesse acquistato un biglietto aereo. Durante la perquisizione l’indagato – in base a quanto emerso successivamente – ha contattato lo stesso Ranucci per comunicargli cosa stesse accadendo in quelle ore, così come confermato dal giornalista che a questo punto potrebbe essere convocato dai pm nuovamente sui clamorosi sviluppi di una indagine che è in cerca ancora di molte risposte.

Su una presunta pista “politica” Lavitola, in più interviste, ha tagliato corto smentendo qualsiasi legame tra l’attentato e una possibile “discesa in campo” del giornalista. “Io e Ranucci saremmo stati due stupidi a farci da soli l’attentato – ha detto -. E io altrettanto a farglielo come atto d’amicizia a ottobre per poi fare un sondaggio a giugno su di lui come candidato del campo largo”. Lavitola non ha smentito però di avere inviato a Ranucci su questo tema “una caterva di messaggi” che comunque, ammette, “la Procura già avrà”. Parola che lasciano intendere che per l’indagato gli inquirenti hanno già a disposizione del materiale probatorio.

Sempre in Procura potrebbe essere trasmesso nei prossimi giorni un esposto da parte di Fratelli d’Italia in cui si chiede ai magistrati di chiarire il rapporto tra i due e sui presunti affari di Lavitola nelle fonti rinnovabili nel Lazio. Intanto non si placano le polemiche dopo lo stop alle repliche estive di Report stabilito dai vertici Rai. Il conduttore sul suo profilo social afferma che imporre lo stop “per cautelare un marchio aziendale è una decisione che rischia di avere la stessa lettura che le bombe davanti casa mia siano state messe per amore”, scrive Ranucci aggiungendo che “la conseguenza di questa decisione è che ad essere sospesa è la qualità del lavoro di una squadra, e soprattutto la memoria di fatti importanti di questo Paese”. Per il Pd la sospensione è una “scelta sbagliata” che ha “il sapore di una ritorsione – afferma il dem Sandro Ruotolo – nei confronti di una trasmissione che, in questi anni, ha rappresentato uno dei pochi spazi di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento nel servizio pubblico”. Dal canto loro i leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni giudicano “incomprensibile e sbagliata” l’iniziativa dell’azienda. “Non si capisce a quale principio di cautela – aggiungono – risponda una scelta che nulla ha a che vedere con l’indagine in corso . Peraltro, giova ricordarlo, l’indagine di cui in questi giorni si sta occupando abbondantemente la cronaca vede il conduttore di Report Sigfrido Ranucci come parte lesa”.