LE INDAGINI

La banda della minicar, verifiche sulla denuncia di un’auto rubata

Il nuovo sviluppo investigativo è legato alla denuncia di un uomo

La banda della minicar, verifiche sulla denuncia di un’auto rubata

Potrebbe arrivare a breve una svolta nell’indagine relativa alle aggressioni ai danni dell’attore Davide Iacopini e di altre cinque persone avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre scorsi. Il nuovo sviluppo investigativo è legato alla denuncia di un uomo che il 9 ottobre si è presentato dagli inquirenti per denunciare il furto della propria auto, una minicar nera. Lo stesso colore e tipo di mezzo su cui i due aggressori hanno seminato il panico nelle strade comprese tra Monteverde Vecchio e Testaccio.

Alla luce di quanto raccontato dal proprietario della minicar, gli inquirenti, coordinati dal pm Ambrogio Cassiani, dovranno avviare una serie di verifiche sull’auto rubata che potrebbero fornire elementi preziosi per risalire all’identità degli autori. Da chiarire, oltre al giorno esatto del furto, se l’auto fosse nella sola disponibilità dell’uomo o fosse usata anche da suoi familiari. Al momento, chi indaga non ha il numero di targa del mezzo utilizzato per i blitz e in questo ambito risposte potrebbero arrivare dall’analisi delle telecamere presenti anche nelle zone limitrofe a dove sono avvenute le aggressioni. Agli atti dell’indagine ci sono almeno cinque denunce. L’ultima in ordine di tempo è quella di un 67enne che ha raccontato di essere stato avvicinato, la sera di domenica in via dei Quattro Venti, da una microcar di colore nero con a bordo due soggetti. Il passeggero lo ha colpito al fianco con un tubo in plastica. Intanto restano gravi ma stabili le condizioni di salute dell’attore, ricoverato e monitorato in terapia intensiva all’Ospedale San Camillo di Roma, con prognosi ancora riservata.

La caccia alla banda della minicar sta coinvolgendo anche il “popolo della rete”. In molti gruppi social di cittadini – alcuni che fanno riferimento proprio al quartiere teatro delle aggressioni – è un vero e proprio tam tam sugli sviluppi dell’indagine in cui si procede per tentato omicidio. La rabbia è il sentimento prevalente. “Li devono arrestare”, taglia corto un utente mentre c’è chi mette in luce il fatto che l’auto utilizzata, un mezzo elettrico, ha costi elevati. “I genitori che hanno acquistato una minicar nera al proprio figlio si facciano venire qualche scrupolo di coscienza e denuncino”, si legge su un gruppo Facebook. “Gli converrebbe costituirsi”, aggiunge un iscritto al gruppo. Altri si spingono a fornire elementi per le indagini. Gli inquirenti “dovrebbero controllare i tanti che si fermano la notte nei locali nella zona di viale dei Colli Portuensi. Fanno un casino che non ti dico e sono quasi tutti dotati di microcar nera”, assicura un utente nei commenti.