TRAGUARDO STORICO

Il San Camillo Forlanini di Roma a quota 1.000 trapianti fegato

Tre interventi eseguiti in un solo giorno, resi possibili grazie ai donatori degli ospedali di Agrigento, Latina e del Sant'Andrea di Roma.

Il San Camillo Forlanini di Roma a quota 1.000 trapianti fegato

Traguardo storico per la sanità laziale e nazionale. Il Dipartimento Interaziendale Trapianti dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, diretto dal Prof. Giuseppe Maria Ettorre, ha tagliato il traguardo dei 1.000 trapianti di fegato.

La cifra tonda è stata raggiunta lo scorso 28 maggio grazie a un’autentica maratona chirurgica: tre interventi eseguiti in un solo giorno, resi possibili grazie ai donatori degli ospedali di Agrigento, Latina e del Sant’Andrea di Roma. Un successo che corona 25 anni di attività ininterrotta e una crescita esponenziale nell’ultimo quinquennio.

La crescita e i numeri del Centro

Nato nel 2001 dall’intuizione del Prof. Eugenio Santoro e trasformatosi nel 2007 in POIT (Polo Interaziendale Trapianti San Camillo-Spallanzani) sotto la guida del Prof. Ettorre, il centro ha vissuto una progressione straordinaria:

  • Fino al 2020: una media di 35 trapianti all’anno.

  • 2021-2023: il primo balzo in avanti, passando da 61 a oltre 80 interventi annui.

  • 2024-2025: superamento della soglia dei 100 trapianti all’anno.

  • 2026: nei primi quattro mesi dell’anno sono già 58 gli interventi eseguiti, un ritmo che viaggia verso un nuovo record.

L’eccellenza del centro è certificata anche dalla sua capacità attrattiva nazionale: circa il 40% dei pazienti proviene infatti da fuori regione.

Alta complessità e frontiere oncologiche

Oggi il polo romano si distingue per la gestione di casi ad altissima complessità. Il 30% dei trapianti viene eseguito su pazienti in condizioni critiche d’urgenza, mentre il 40% riguarda riceventi con patologie oncologiche (epatocarcinoma, metastasi da tumori colorettali, colangiocarcinoma).

Il centro ha reso realtà clinica ciò che fino a pochi anni fa era considerato ai limiti del trattabile: sono infatti attivi tre protocolli per il trapianto di fegato in pazienti con metastasi da tumore colorettale non suscettibili di resezione chirurgica e due protocolli per il colangiocarcinoma.

Il valore del modello interaziendale e della donazione

La forza del Dipartimento risiede in un modello di stretta sinergia che mette a sistema diverse competenze: la Uoc Chirurgia Generale e Trapianti (Prof. Ettorre), la Uoc Anestesia e Rianimazione (Prof. Luigi Tritapepe), il Centro Regionale Trapianti Lazio (Dott. Mariano Feccia) e l’interazione continua con l’Inmi Lazzaro Spallanzani. Un gioco di squadra sostenuto dalla Regione Lazio che, dallo scorso agosto, ha dotato il polo di nuovi ambienti e sale operatorie di ultima generazione presso il Padiglione Puddu del San Camillo.

“Questo traguardo è prima di tutto la testimonianza dell’impegno quotidiano di una squadra straordinaria. Dietro ogni trapianto ci sono competenza, sacrificio e una motivazione profonda. Il sistema trapianti italiano funziona, ed è un bene collettivo che va sostenuto e alimentato, a partire dalla cultura della donazione, gesto di straordinario valore che consente di salvare vite e offrire nuove possibilità di cura”, ha dichiarato il Prof. Giuseppe Maria Ettorre.