Monete fatte cadere a terra, un passeggero distratto e, secondo quanto ricostruito dalla Polizia Ferroviaria di Roma Termini, un complice pronto ad approfittarne per impossessarsi dello zaino.
È questo il particolare stratagemma che avrebbe caratterizzato il furto messo a segno ieri nello scalo romano e che avrebbe consentito di arrestare due giovani stranieri, un belga e un libico, per il reato di furto aggravato.
Ad insospettire gli agenti è stato il comportamento di due uomini, notati ad aggirarsi in stazione senza una specifica meta. Nel corso dell’attività di osservazione i due si sarebbero poi separati dirigendosi uno in direzione di Via Marsala mentre l’altro verso i binari, seguiti a distanza dai poliziotti.
Un dettaglio, però, non è sfuggito: uno dei due ragazzi cercava di mischiarsi nella folla portando con sé uno zaino che poco prima non aveva.
A quel punto i due giovani stranieri sono stati immediatamente bloccati e sottoposti a controllo, che confermava quanto sospettato dagli operatori: il giovane libico aveva con sé uno zaino con effetti personali, documenti ed un PC di un altro passeggero. La vittima, subito contattata dagli agenti e dopo aver formalizzato la denuncia, rientrava, con estremo sollievo, in possesso dei propri beni, sottratti pochi minuti prima.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due avrebbero dapprima individuato la propria vittima, un viaggiatore di circa 70 anni che aveva poggiato lo zaino a terra vicino a sé e poi approfittando della moltitudine di persone che in quel momento stavano attraversando la stazione, mettevano in atto un astuto stratagemma: uno dei due complici faceva cadere a terra una serie di monete, attirando l’attenzione dell’ignaro uomo e chiedendo aiuto per raccoglierle; l’altro nel frattempo si impossessava con gesto fulmineo dello zaino per poi allontanarsi rapidamente.
I due sono infatti stati tratti in arresto, poi convalidato, per il furto aggravato.