NUOVA UDIENZA

Il processo per il duplice delitto di Villa Pamphili, il testimone: “Anastasia era impaurita da Kaufmann”

L'uomo è il manager di una caffetteria del centro di Roma che il 3 giugno dell'anno scorso, pochi giorni prima del duplice omicidio, aveva assistito ad una lite tra Kaufmann e un altro cliente del bar

Il processo per il duplice delitto di Villa Pamphili, il testimone: “Anastasia era impaurita da Kaufmann”

“Si vedeva che era impaurita”. E’ quanto ha raccontato, riferendosi ad Anastasia Trofimova, un testimone sentito nel processo a carico di Francis Kaufmann che nel giugno del 2025 ha ucciso la compagna e la figlioletta Andromeda nel parco di Villa Pamphili a Roma. Il teste è il manager di una caffetteria del centro di Roma che il 3 giugno dell’anno scorso – pochi giorni prima del duplice omicidio – ha assistito ad una lite tra Kaufmann e un altro cliente del bar. L’uomo ha descritto la compagna dell’imputato come “pietrificata” dal comportamento del californiano.

“Conoscevo questo signore perché si era presentato altre volte nel nostro esercizio. È sempre venuto con la compagna e la bambina, ed era sempre accompagnato da vino o da birra”. A seguito della colluttazione, ha raccontato il testimone “la ragazza era scioccata, era pietrificata, non riusciva a parlare o a piangere. Le ho chiesto di sedersi perché avevo paura che stesse per svenire. Era completamente bloccata, non ha avuto nessuna reazione”.

Un giudizio sull’atteggiamento della ragazza ribadito anche da altri testimoni. In particolare, un addetto alla sicurezza di un ristorante in piazza Farnese, ha riferito che il 21 maggio era intervenuto dopo che una turista gli aveva segnalato la presenza di un uomo insanguinato con una donna e una bambina. “Non sapevo cosa fosse successo, ho visto che l’uomo era sanguinante, aveva una ferita sopra la testa, ed era in stato di ebbrezza. La ragazza non era felice, aveva la faccia triste di una che ha paura della persona che le stava a fianco, l’ho capito dallo sguardo. Come una persona che ti vuole dire qualcosa ma che non lo può dire”, ha raccontato.

Nella prossima udienza, fissata per il 6 ottobre, era prevista la testimonianza dei genitori di Trofimova, ma il pm Antonio Verdi ha annunciato che dalla Russia non è arrivata alcuna risposta alla rogatoria per ascoltarli in videoconferenza. “Se non arrivano i familiari saremo costretti ad acquisire le sit, i verbali delle sommarie informazioni che hanno dato alla polizia. Loro ci tenevano a comparire – ha spiegato l’avvocato Mario Angelelli, che rappresenta i genitori di Trofimova – perché per loro è un dovere morale. Dispiace tantissimo di questa vicenda, si tratta di una famiglia che non è nelle condizioni economiche di affrontare un altro viaggio in Italia, perché i costi dei biglietti dalla Russia per l’Italia e poi per il soggiorno sarebbero per loro proibitivi”.