Estorsioni e minacce evocando il clan di famiglia, arrestato 31enne

La polizia ha ricostruito una serie di episodi avvenuti tra dicembre 2025 e aprile 2026 nei quartieri del quadrante sud-est della città.

Estorsioni e minacce evocando il clan di famiglia, arrestato 31enne

Avrebbe preteso denaro da commercianti e clienti facendo leva sul presunto potere criminale della propria famiglia. Per questo la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentunenne romano, ritenuto appartenente a un noto clan della periferia est della Capitale.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dalla Squadra Mobile e dal VI Distretto Casilino, ha ricostruito una serie di episodi avvenuti tra dicembre 2025 e aprile 2026 nei quartieri del quadrante sud-est della città.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe preso di mira diversi esercizi commerciali avanzando richieste di denaro accompagnate da minacce e continui richiami alla propria appartenenza familiare.

Il primo episodio si sarebbe verificato in un bar della zona di Tor Vergata, dove avrebbe chiesto denaro alla titolare, ad alcuni clienti e al cognato della donna, arrivando a minacciarlo di gambizzazione dopo il rifiuto. Pochi giorni dopo si sarebbe ripresentato davanti al locale per riaffermare la propria presenza sul territorio.

Nel mirino anche una ferramenta della stessa zona. In più occasioni avrebbe intimidito il titolare, i familiari e un dipendente. In un caso avrebbe ottenuto 150 euro; successivamente si sarebbe impossessato di alcune merci dopo aver contestato il prezzo richiesto.

Tra gli obiettivi dell’uomo anche un centro scommesse, dove avrebbe preteso la restituzione di 1.700 euro che sosteneva di aver perso giocando, per poi tornare pochi giorni dopo chiedendo denaro anche agli avventori.

Per gli investigatori, le condotte contestate avrebbero creato un clima di intimidazione e assoggettamento, alimentato dal continuo richiamo al prestigio criminale del clan di appartenenza.

E’ finito in carcere con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.