Dopo che un uomo di 71 anni è precipitato in una voragine profonda circa tre metri per il cedimento del solaio di una tomba di famiglia al cimitero del Verano, interviene Fabrizio Santori, capogruppo Lega di Roma Capitale.
“Avevamo denunciato e lanciato l’allarme, avevamo chiesto interventi urgenti. È vergognoso che a Roma si rischi la vita persino andando a trovare i propri defunti quando il Campidoglio ha dichiarato oltre 35 milioni per manutenzione e riqualificazione dei cimiteri, di cui circa 21 per la riqualificazione degli undici camposanti romani, un appalto triennale da 8,3 milioni per verde, pulizia e decoro, e uno da 6 milioni per manutenzione ordinaria degli edifici e degli impianti. E si aggiungono anche 10 milioni del Piano Ama 2026. Ma le risorse programmate o contrattualizzate non equivalgono a somme effettivamente spese, né a lavori eseguiti, e purtroppo al Verano si è sfiorata la tragedia. Un uomo è precipitato nella cripta di famiglia a causa del cedimento di un solaio, riportando una ferita alla testa”.
Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo Lega di Roma Capitale.
“Da anni segnaliamo il degrado, l’abbandono, le infiltrazioni, gli intonaci che cadono e le strutture fatiscenti dei cimiteri capitolini. Riceviamo di continuo video e foto di cittadini esasperati da situazioni assurde, pericolose e umilianti. Centinaia di segnalazioni a testimonianza di percorsi ad ostacoli tra detriti e immondizia, danni, perdite d’acqua, fili elettrici a rischio. A misura oltre che del degrado materiale anche di uno squallore e di una miseria etica e morale che non è possibile tollerare oltre. Abbiamo chiesto controlli e interventi di messa in sicurezza. Dove sono finiti i soldi annunciati dal sindaco Gualtieri? Quali verifiche sono state effettuate? Quante altre cappelle e strutture rischiano di crollare?
Il Sindaco, l’assessora Alfonsi e Ama”, chiede Santori, “si assumano le proprie responsabilità amministrative e politiche procedendo anzitutto a un’immediata verifica statica delle strutture a rischio, con l’interdizione delle aree pericolose, e rendano pubblica subito una relazione dettagliata sugli interventi finanziati ed eseguiti. Non aspetteremo che ci scappi il morto: pretendiamo risposte, non altre promesse”, conclude Santori.