Uscire dalla dimensione progettuale e trasformarsi in un ecosistema stabile di ricerca, prevenzione, diagnosi e cura. È questa la sfida al centro del percorso avviato dalla Fondazione HEAL Italia, che a Palermo ha fatto il punto sui risultati raggiunti nell’ambito della medicina di precisione e sulla fase successiva: portare l’innovazione fuori dai laboratori, dentro le organizzazioni sanitarie e nei percorsi reali dei pazienti.
L’obiettivo è costruire una rete capace di collegare università, imprese, laboratori, aziende sanitarie, professionisti e territori, superando la logica della cura uguale per tutti e puntando su prevenzione, diagnosi precoce e terapie personalizzate.
Un progetto che ha coinvolto tutta Italia con numeri importanti: 46 milioni di euro che hanno ha prodotto un’enorme quantità di infrastrutture completamente nuove, ha potenziato quelle esistenti, ha creato una rete di collegamento in tutta Italia. In tre anni più di 640 ricercatori hanno lavorato a oltre 700 progetti scientifici, ma soprattutto, visto l’importante coinvolgimento delle aziende, per la prima volta un progetto di ricerca si è trasformato in servizio pubblico.
La medicina di precisione rappresenta una svolta, una medicina capace di anticipare la malattia, migliorare l’appropriatezza terapeutica e costruire cure sempre più mirate per ciascuno, generando anche un risparmio per il sistema sanitario. Un ruolo importante lo ha recitato la Regione Lazio con Sapenza, Tor Vergata e Ifo.