Centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione contro la criminalità organizzata da Libera in piazza Malatesta a Roma. Oltre 50 le realtà che hanno aderito all’appello di Libera. Associazioni, sindacati, istituzioni, studenti e gruppi scout presenti in piazza per dire basta all’escalation di violenza che sta colpendo la Capitale, in particolare il quadrante Est: negli ultimi due mesi sono stati almeno sette gli ordigni esplosi tra la Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio, prendendo di mira attività commerciali ed esercizi pubblici.
“Oggi la città – afferma Libera – assiste a un’escalation di violenza dei clan. Solo per fortuna non ci sono ancora state vittime, ma l’incolumità di chi abita i nostri quartieri è continuamente messa a rischio”. Secondo chi indaga, spiega Libera, è in corso una vera e propria guerra per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio, esplosa nel vuoto lasciato dagli arresti degli ultimi anni che hanno colpito diversi clan storici della Capitale.
Le parole
Oggi in piazza Malatesta, insieme a tante persone, con Libera Roma e altre realtà per dire ancora una volta che Roma non può lasciare spazio alle mafie e alla criminalità organizzata.
Per rispondere ai gravi episodi avvenuti in queste settimane non basta intervenire colpendo chi delinque, ma é necessario impegnarci quotidianamente per costruire più sicurezza sociale tutelando i diritti, l’accesso al lavoro con salari equi, la garanzia alla casa e all’istruzione e migliorando la qualità della vita nei nostri quartieri.
Le mafie si rafforzano quando si indebolisce lo Stato, i servizi pubblici e la comunità: è nelle disuguaglianze, nei luoghi abbandonati, nelle fragilità che provano a mettere radici. A questo dobbiamo dare una risposta collettiva lavorando insieme giorno per giorno, istituzioni, associazioni, realtà sociali, cittadine e cittadini, per costruire una città più giusta, solidale e partecipata.
Roma non è terra di conquista. La città pubblica, i beni comuni e la partecipazione sono strumenti di antimafia. Oggi, da Malatesta, ribadiamo che nessun quartiere deve essere lasciato solo.