Dopo quello di Laura Casagrande e di Marco Fassoni Accetti emerge ora il nome di una terza persona indagata nella nuova inchiesta della procura di Roma sulla scomparsa di Emanuela Orlandi: si tratta di Gabriella Boggiani, l’ex amica di Accetti nota agli inquirenti per una sua telefonata effettuata insieme al fotografo e cineasta romano oggi settantenne nel 1983. “Apprendo ora di essere indagata” ha detto davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi. Un’affermazione che trova conferma anche in ambienti vicini alla procura: la donna risulta indagata in un fascicolo diverso da quello di Accetti in cui vi sarebbero anche altri nomi, tutti afferenti alla cerchia di conoscenze dell’epoca del fotografo, già autoaccusatosi in passato del rapimento di Emanuela.
“Io non ho mai avuto paura – ha detto oggi Boggiani in un’audizione secretata a più riprese -, certo adesso dopo quello che è stato detto qui, io non sapevo di essere indagata, un po’ di timore ce l’ho”. Boggiani ha chiarito quindi l’episodio per il quale il suo nome era venuto alla ribalta anche in alcune ricostruzioni mediatiche e che addirittura avevano fatto parlare di lei come di una presunta complice di Accetti, da cui oggi però la donna ha preso le distanze parlandone come di un tipo “stravagante, pazzerello” con cui non ha più avuto contatti dopo una frequentazione occasionale risalente a oltre 40 anni fa.
“Un giorno Accetti mi disse dai, dai fai questo scherzo – ha riferito -, fai questa telefonata, io la feci, eravamo in una cabina telefonica nel quartiere Africano” a Roma “ma senza pensare a niente di strano, io non sapevo neanche che fosse questo nome, questa Orlandi, non era ancora successo niente, lui mi disse, dì che noi sappiamo dove sta Emanuela Orlandi e basta finito”. Incalzata poi dalle domande dei commissari ha aggiunto: “Confermo di aver fatto una telefonata, non di aver letto un comunicato” dove il riferimento era alla presunta lettura, in quella telefonata, di un comunicato in cui si chiedeva lo scambio di Emanuela con il terrorista turco alì Agca.
Da diverso tempo sia la Commissione, sia la procura stanno cercando di passare nuovamente al setaccio episodi e aspetti non a fondo indagati in passato che hanno riguardato Accetti ora indagato in concorso con ignoti per il sequestro a scopo di estorsione di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi: oltre al caso della quindicenne cittadina vaticana, l’attenzione si estende anche alla morte del tredicenne José Garramon, trovato senza vita nel dicembre dello stesso anno nella pineta di Castel Porziano. A investirlo fu proprio Accetti, che venne poi condannato in via definitiva solo per omicidio colposo, mentre oggi gli investigatori si interrogano sulla possibilità che non si sia trattato di un semplice incidente.
Sempre a questo proposito la settimana scorsa era stata audita dalla Commissione la mamma di Josè, Maria Laura Bulanti, che ha riconosciuto in Accetti il “finto prete” che si presentò a casa sua poco prima della scomparsa del figlio. Il Ris dei Carabinieri sta effettuando inoltre nuove indagini genetiche sul flauto che Accetti consegnò in procura all’epoca in cui si autoaccusò per la scomparsa della ragazza. C’è attesa per i risultati.
Audito in commissione anche l’ex gendarme Bonarelli
E’ avvenuta in modalità segreta l’audizione di Raoul Bonarelli, già Sovrastante del Corpo della vigilanza dello Stato della Città del Vaticano. Bonarelli era stato convocato in un primo momento il 10 settembre scorso quando poi la seduta era stata sconvocata per via dei lavori in aula sulla riforma della legge elettorale. L’ex gendarme vaticano è stato a lungo ritenuto un personaggio chiave del caso Gregori: fu infatti visto al bar frequentato da Mirella e dalla sua amica Sonia De Vito a Roma, ma poi non fu riconosciuto in un confronto promosso dagli inquirenti dalla madre di Mirella, deceduta poco dopo.