L’estate mostra il suo volto più duro. Il caldo non si limita a stringere nella morsa dell’afa città e campagne: entra nelle case, accorcia il respiro, toglie energie. E quando anche la notte non porta sollievo, il corpo non riesce a recuperare. Nel Lazio l’emergenza caldo continua, con il livello massimo di allerta in gran parte del territorio. Da Roma a Latina, passando per Frosinone, Rieti e Viterbo, il bollino rosso segnala il massimo livello di rischio per la salute.
Nelle ore più roventi l’aria sembra immobile, l’asfalto restituisce il calore accumulato e le città si trasformano in vere e proprie trappole termiche. Ma il termometro racconta soltanto una parte della storia. L’altra arriva dagli ospedali, dove l’effetto delle alte temperature si traduce in un aumento della pressione sui Pronto Soccorso.
A Roma, a fotografare la situazione sono i numeri dei principali ospedali della Capitale. Secondo i dati del portale Salute Lazio, nelle ultime ore il Policlinico Gemelli risultava il Pronto Soccorso con il maggior numero di pazienti presenti, 113. Subito dietro il Santa Maria Goretti di Latina, con 110 persone, mentre al terzo posto figurava il Policlinico Umberto I, con 105 pazienti.
I dati
Numeri che raccontano una situazione particolarmente delicata per la rete ospedaliera romana. Il Gemelli e l’Umberto I, insieme agli altri grandi presidi della Capitale, rappresentano infatti alcuni dei principali punti di riferimento per l’assistenza d’emergenza in un momento in cui il caldo può aggravare condizioni già compromesse.
Dietro questi numeri ci sono soprattutto le persone più vulnerabili anziani, pazienti con patologie croniche, persone fragili e chi soffre di condizioni che possono essere aggravate dalle temperature elevate. Disidratazione, pressione bassa, difficoltà respiratorie e malori possono diventare più frequenti quando il caldo persiste per giorni e le temperature restano elevate anche durante la notte.
E proprio la durata dell’ondata di calore rappresenta uno degli elementi più preoccupanti. Il timore è che la pressione sul sistema sanitario possa continuare anche nei prossimi giorni, soprattutto se le temperature resteranno su livelli elevati.
Per questo gli esperti invitano alla prudenza perché il caldo può sembrare invisibile, ma i suoi effetti non lo sono. E quando l’afa non concede tregua, anche una normale giornata d’estate può trasformarsi in una prova difficile non soltanto per il corpo, ma anche per gli ospedali e per l’intero sistema sanitario.