La Giunta ha approvato la proposta di delibera di adozione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA). La delibera, che dovrà essere approvata dall’Assemblea Capitolina, segna un passaggio decisivo nel percorso già avviato a novembre 2022, con la prima adozione e la sottomissione del Piano alla procedura di VAS.
La delibera adottata oggi, infatti, recepisce integralmente gli esiti della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione Lazio. Per garantire la massima sostenibilità, infatti, il Piano è stato integrato con approfondimenti strategici su: equilibrio tra spiagge libere e concessioni, (con individuazione precisa delle aree per garantire una distribuzione equa); analisi dello stato di fatto (con mappatura esaustiva delle concessioni esistenti per il monitoraggio ambientale); capacità di carico (con ripartizione calibrata sull’impatto infrastrutturale dei singoli sub-ambiti); gestione dei flussi e aree di sosta (con definizione degli arenili pubblici in relazione alla dotazione di parcheggi); nuova cartografia (con localizzazione puntuale delle zone di utilizzo).
Roma Capitale, dopo l’approvazione in Aula Giulio Cesare, provvederà a indire la Conferenza dei Servizi, che vedrà la partecipazione di tutti gli enti competenti per la gestione e la tutela del litorale: Regione Lazio, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane, Capitaneria di Porto e Soprintendenza. In quella sede verranno ratificati i pareri definitivi necessari per arrivare all’approvazione finale del Piano.
Una volta concluso l’iter, si potrà procedere alla messa a gara delle concessioni pluriennali per le spiagge, così come previsto dalla normativa nazionale di recente approvazione, ponendo fine al regime di proroga e alle assegnazioni tramite bandi annuali e avviando una grande stagione di rilancio del turismo e della fruizione balneare a Ostia.
LE UNITÀ MINIME DI INTERVENTO
Su un totale di 16,8 km di costa, il PUA interviene su 11,27 km (comprensivi dei 6,49 km di spiagge a libera fruizione). Il litorale di competenza è suddiviso in 81 unità minime di Intervento (UMI), ognuna delle quali è destinata a una specifica tipologia d’uso: stabilimenti balneari, unità gestite tramite concessione demaniale; spiagge libere con servizi, regolate da convenzione per garantire la pubblica fruizione; esercizi di ristorazione, che includono ciascuno una spiaggia libera con servizi abbinata, gestita in affidamento unico (la concessione riguarda l’esercizio di ristorazione, la convenzione la spiaggia libera adiacente). Il piano prevede inoltre 3 unità destinate ad attività ricreative e sportive e una dedicata al noleggio di imbarcazioni e attrezzature balneari, entrambe soggette a concessione demaniale. infine, è presente un’unità riservata alle colonie marine (cm) e alle attività socio-assistenziali, la cui modalità di gestione è in fase di definizione.
RIDEFINITO IL RAPPORTO TRA CITTÀ E MARE
In totale, il PUA individua 50 concessioni e 31 spiagge a pubblica fruizione (incluse 11 spiagge collegate a una concessione di servizio di ristorazione).
Ogni stabilimento balneare dovrà rispettare precisi standard operativi e strutturali: è obbligatoria la presenza di un punto di ristoro e di cabine o spogliatoi posizionati in modo da non ostacolare la vista del mare; i servizi igienici e le docce dovranno essere adeguati al carico di utenza e garantire l’accesso ai disabili; ogni struttura dovrà disporre di sistemi di primo soccorso, adottare dispositivi per il risparmio idrico ed energetico e assicurare la pulizia quotidiana dell’arenile con relativa raccolta differenziata. Infine, l’offerta dovrà includere aree Wi-Fi e zone fumatori all’aperto opportunamente segnalate.
Per quanto riguarda la costruzione e l’allestimento delle strutture, il Piano promuove l’uso di materiali naturali e a basso impatto ambientale. Sono privilegiati il legno, il laterizio e altri materiali eco-compatibili, mentre sono espressamente vietati materiali permanenti o di forte impatto visivo. Non è consentito l’uso del cemento armato per le strutture in elevazione, né di basamenti in conglomerato cementizio gettato.
Il nuovo PUA segna un cambio di impostazione profondo, con l’obiettivo di ridefinire il rapporto tra città e mare. Uno degli interventi più significativi riguarda l’accessibilità, attraverso l’abbattimento del cosiddetto “lungomuro”. Il PUA prevede la realizzazione di varchi pubblici distribuiti lungo tutto l’arenile, con una distanza massima di 300 metri tra un accesso e l’altro e una larghezza minima di 3 metri, per un totale di oltre 30 varchi. Ogni accesso condurrà a una spiaggia libera. Inoltre, la fascia di battigia entro i cinque metri dalla linea del mare dovrà rimanere sempre libera da attrezzature, assicurando il transito h24.
Strettamente collegato all’accessibilità è il principio della visibilità: almeno metà del litorale dovrà assicurare la libera visuale del mare. Per garantire una equa distribuzione delle nuove strutture, il vincolo del 50% di visuale libera è esteso a ogni concessione. Le separazioni tra lungomare e spiaggia potranno avere un’altezza massima di 1,10 metri, mentre le delimitazioni tra concessioni differenti dovranno essere realizzate esclusivamente con strutture leggere “a giorno”, come pali in legno alti non più di 90 centimetri.
FRUIBILITÀ E DESTAGIONALIZZAZIONE
Un altro caposaldo riguarda la fruibilità delle spiagge libere: il piano ne prevede una ogni 300 metri, evitando concentrazioni in aree limitate e garantendo un accesso capillare. Nel complesso, oltre il 57% dell’arenile in metri lineari e circa il 58% della superficie saranno destinati alla pubblica fruizione, superando significativamente il minimo del 50% previsto dalla normativa regionale.
Grande attenzione è dedicata alla tutela degli edifici balneari storici, riconosciuti come elementi identitari. Il PUA recepisce le indicazioni della Carta per la Qualità del PRG e considera questi edifici come invarianti fondamentali. I concessionari avranno l’obbligo di conservarli e valorizzarli, intervenendo nel rispetto dei caratteri architettonici originari.
Infine, il piano disciplina la destagionalizzazione per rendere il litorale vivo tutto l’anno. I concessionari potranno mantenere aperte le attività anche nei mesi di bassa stagione (ottobre-aprile), ampliando l’offerta con eventi culturali, sportivi e ambientali. In cambio, sarà richiesto il mantenimento di servizi essenziali come l’accesso ai servizi igienici, la piccola ristorazione e la manutenzione delle aree. Al termine della stagione estiva dovranno comunque essere rimossi tutti gli allestimenti temporanei.
“UNA NUOVA FASE NELLA GESTIONE DEL LITORALE”
“Compiamo un altro passaggio importante per dare a Roma uno strumento atteso da vent’anni e aprire una fase nuova nella gestione del litorale. L’adozione del Pua è il risultato di un lavoro lungo e complesso, che vogliamo portare a compimento con l’approvazione definitiva entro la fine della consiliatura. Con questo Piano mettiamo mano alla riqualificazione complessiva del mare di Roma e definiamo regole chiare. Rafforziamo l’accessibilità agli arenili, con varchi pubblici per arrivare al mare, superiamo il lungomuro e fissiamo confini certi per gli stabilimenti. Al tempo stesso valorizziamo gli edifici storici e creiamo le condizioni per un litorale più fruibile anche oltre la stagione balneare. Ora si apre il passaggio in Assemblea Capitolina, che potrà arricchire ulteriormente il testo e rafforzare un percorso già molto importante per restituire a Ostia una prospettiva stabile e moderna”. Così il Sindaco, Roberto Gualtieri.
“L’adozione definitiva del PUA in Giunta rappresenta un ulteriore passo avanti nella valorizzazione del litorale di Roma. Grazie al lavoro svolto in sinergia con il Dipartimento del Patrimonio, il Piano costituisce un impianto strategico per trasformare Ostia e permettere alle sue spiagge di riconquistare un ruolo centrale, sia per i romani sia per i turisti. È stato un percorso caratterizzato da un confronto intenso con tutti gli Enti coinvolti: la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) si è conclusa positivamente e tutte le osservazioni sono state recepite. Con il prossimo voto in Assemblea Capitolina ci avvieremo alla fase finale di approvazione, propedeutica all’indizione di gare pluriennali. Queste consentiranno un riordino complessivo del litorale, l’abbattimento del ‘lungomuro’, la riqualificazione degli stabilimenti, l’aumento delle spiagge libere e un potenziamento generalizzato dei servizi. L’adozione del PUA, insieme all’imminente avvio della prima fase dei lavori per il Parco del Mare, conferma concretamente l’impegno di questa amministrazione per il rilancio di Ostia e di tutto il litorale romano.” Aggiunge l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia.
“Oggi compiamo un passo decisivo per disegnare il futuro del litorale di Roma. Una volta che il Pua sarà approvato, infatti, sarà possibile pubblicare i bandi pluriennali per la gestione delle concessioni balneari, quelli che consentono investimenti a lungo termine. Sarà così possibile recuperare le strutture abbandonate da troppi anni, oltre a ricucire finalmente quella separazione insopportabile tra Ostia e il suo mare, costruita con cemento e proroghe. Questo lavoro è ovviamente aperto al contributo di tutti, a partire dai consiglieri comunali. Ed è un grande passo in avanti per la nostra città.” Sottolinea l’Assessore al Patrimonio e alle politiche abitative, Tobia Zevi.