“Mentre discutiamo in quest’aula, nelle strade e nelle università di Teheran, la rivolta dei giovani iraniani viene soffocata nel sangue. Il regime degli Ayatollah sta reprimendo brutalmente l’ennesima generazione assetata di libertà. In poche settimane i numeri del terrore sono diventati insopportabili: migliaia di morti di ogni età, tra cui molti bambini”.
Lo ha affermato l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori, intervenendo in aula a Strasburgo nel dibattito sull’Iran.
“Per noi conservatori europei, schierarsi dalla parte del popolo in rivolta non è un atto di “influenza esterna”, come dice la propaganda di regime. È una necessità morale prima che politica. Secondo altri, invece, non dovremmo occuparcene, perché non è affar nostro. Spesso si tratta delle stesse persone che hanno messo a ferro e fuoco le nostre città durante la crisi di Gaza. Purtroppo, per le donne iraniane che sfidano il regime scoprendosi il capo, non vediamo le manifestazioni di solidarietà che abbiamo visto in altre occasioni. Non ci sono flottille in viaggio, né università occupate, né magliette colorate qui dentro. Davanti a questo orrore l’Europa non può restare a guardare. Serve una mobilitazione politica e diplomatica senza precedenti”.
“Stiamo lavorando con i nostri partner del G7 ed e’ in quel contesto che si discute sull’impatto delle azioni cinesi o delle possibili azioni cinesi su Hong Kong”. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea ad una domanda dei giornalisti. “Ieri al summit UE-Cina e’ stata l’opportunita’ per ribadire ad alto livello la grande preoccupazione da parte dell’Unione per la legge sulla sicurezza ad Hong Kong, che come abbiamo gia’ detto piu’ volte, la consideriamo non in conformita’ con gli impegni presi dalla Cina” e che “mina l’autonomia” dell’isola, ha aggiunto un altro portavoce.