Arriva lo psicologo scolastico nelle scuole del Lazio. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge che istituisce il Servizio di psicologia scolastica. Il provvedimento, sostenuto da un ampio fronte bipartisan, è stato presentato dai consiglieri Cosmo Mitrano, Fabio Capolei, Orlando Tripodi, Giorgio Simeoni, Marco Colarossi, Giuseppe Cangemi (Forza Italia), Mario Luciano Crea (Lista civica Rocca), Daniele Maura, Emanuela Mari, Marika Rotondi, Edy Palazzi, Vittorio Sambucci (Fratelli d’Italia) e Laura Cartaginese (Lega).
Con questa legge la Regione, si legge sul sito del Consiglio regionale, introduce uno strumento strutturato e stabile a supporto del benessere psicologico degli studenti, riconoscendo il ruolo centrale della scuola non solo come luogo di apprendimento, ma anche come spazio di crescita personale, relazionale ed emotiva. L’obiettivo è quello di prevenire e intercettare precocemente forme di disagio giovanile, favorendo un ambiente scolastico inclusivo, accogliente e attento ai bisogni delle nuove generazioni, si spiega sul sito del Consiglio regionale.
La legge promuove un collegamento stabile tra scuola, studenti e genitori, rafforzando il dialogo educativo e favorendo interventi coordinati e tempestivi in presenza di situazioni di fragilità emotiva, relazionale o comportamentale. Particolare attenzione è rivolta anche alla formazione del personale docente e del personale Ata, che viene riconosciuto come parte integrante del sistema di prevenzione. Attraverso momenti formativi e di sensibilizzazione, il personale scolastico potrà acquisire strumenti utili per riconoscere i segnali di disagio, gestire situazioni complesse e collaborare in modo efficace con i professionisti della psicologia.
“Questa legge – spiega il consigliere Cosmo Mitrano – vuole supportare tutti i nostri adolescenti, creando un vero percorso di comunità tra scuola, famiglia e giovani. Attraverso la figura dello psicologo scolastico si intende offrire un sostegno concreto a un’adolescenza sempre più esposta a forme di disagio, anche legate all’uso dei social network”.