L'INTERVENTO DELL'ANAC

Approvato dalla Regione Lazio un emendamento di 250.000 euro a sostegno della promozione del cinema in sala

"Questo stanziamento è un segnale importante, che dimostra quanto la Regione Lazio creda nel valore culturale ed economico delle sale cinematografiche" ha dichiarato Leandro Pesci, Presidente di ANEC Lazio

Approvato dalla Regione Lazio un emendamento di 250.000 euro a sostegno della promozione del cinema in sala

Durante la discussione dell’assestamento di bilancio, grazie all’intervento del Presidente della Commissione Cultura Luciano Crea e del Vicepresidente Luciano Nobili che ha raccolto la richiesta di sostegno da parte dell’esercizio cinematografico, l’assemblea ha approvato un emendamento che destinerà 250.000 euro alla promozione del cinema sul grande schermo. Pertanto, ANEC Lazio desidera esprimere un profondo ringraziamento al Presidente, alla Giunta ed in particolare al Vicepresidente che ha proposto l’emendamento in Commissione e all’Assessore al Bilancio Giancarlo Righini.

«Questo stanziamento è un segnale importante, che dimostra quanto la Regione Lazio creda nel valore culturale ed economico delle sale cinematografiche — ha dichiarato Leandro Pesci, Presidente di ANEC Lazio — È stato fondamentale trovare a livello regionale la volontà politica di non trascurare il valore ed il coraggio che gli esercenti cinematografici testimoniano ogni giorno a sostegno del Cinema e delle sue straordinarie potenzialità, sia a livello economico che socio-culturale.»

Forte del successo della seconda edizione di “Lazio Terra di Cinema Days”, questo stanziamento permetterà di sostenere e promuovere il Cinema, auspicabilmente attraverso la nuova edizione dell’iniziativa dopo l’estate, garantendo ai cittadini un’offerta di alto valore civile a condizioni particolarmente vantaggiose, con l’obiettivo di incentivare la fruizione del cinema sul grande schermo e avvicinare il pubblico alla sala.

Un ringraziamento va altresì a tutti i consiglieri che hanno sostenuto questa misura, approvata grazie ad un comune interesse che ha coinvolto trasversalmente la maggioranza e gran parte dell’opposizione, segno che, quando si tratta di cultura, il Lazio sa trovare una voce comune.