Confermato e in crescita l’apprezzamento di cittadini e turisti per il programma di eventi e aperture “Pasqua nei Musei”, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Oltre 48 mila visitatori nei siti della cultura di Roma Capitale: è stato raggiunto un nuovo record di partecipazione, quasi il doppio rispetto allo scorso anno.
Dai Musei Capitolini, con quasi 10mila presenze, ai Mercati di Traiano, dall’Area Sacra di Largo Argentina alla Centrale Montemartini, fino ai numeri significativi rilevati nei Musei all’interno dei Parchi storici, da Villa Torlonia, con oltre 4mila visitatori, a Villa Borghese ed al Parco Archeologico del Celio. Grande apprezzamento anche per le tante esposizioni, da “Impressionismo e oltre” presso l’Ara Pacis a “GAM100” per il centenario della Galleria d’Arte Moderna, fino alle mostre fotografiche del Museo di Roma in Trastevere. Altissima, inoltre, la partecipazione alle visite guidate, tra cui quelle a Palazzo Senatorio nel giorno di Pasqua. Tutto esaurito, infine, per le attività didattiche della Sovrintendenza Capitolina e, nel suo secondo weekend di apertura, per “L’Ara si rivela”.
“Siamo felici che le cittadine e i cittadini romani, oltre ai tantissimi turisti, abbiano fatto registrare un numero così alto di visite presso i musei civici e nelle aree archeologiche della città, durante il fine settimana di Pasqua e Pasquetta. È un segnale di apprezzamento forte, la risposta a una proposta culturale dell’amministrazione capitolina che non è inferiore a nessuna città al mondo e che si inserisce nel percorso di gratuità ai musei capitolini avviato a febbraio da Roma Capitale per residenti romani, di Città Metropolitana e studenti domiciliati possessori di Mic Card” – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio – “Lavoreremo su questa continuità, affinché ci siano sempre iniziative culturali di grande livello e che parlino a tutti. La cultura a Roma è un bene comune e di questo le romane e i romani se ne sono accorti”.