Molte ipotesi ma nessuna suffragata da prove concrete: questo il quadro delle indagini sulla morte di Artem Shyliuk, il 13enne di origini ucraine precipitato la notte tra il 6 e il 7 gennaio dalla finestra al terzo piano della sua abitazione di via Palmanova, a Viterbo. Chiarimenti potrebbero arrivare dai risultati dell’esame di telefonino e tablet del ragazzo.
Nelle ore successive alla tragedia, a causa dell’apparente assenza di segni sul corpo del bambino e dal suo ritrovamento non proprio sotto la finestra, si erano creati dubbi sulla causa della morte. Dubbi che sembrano essere svaniti con alcune indiscrezioni trapelate dopo l’esame autoptico della salma che confermerebbero la presenza di lesione nella parte bassa della schiena del ragazzo, compatibili con una caduta da oltre dieci metri di altezza. Ma non solo: l’esame avrebbe anche confermato che il tredicenne non sarebbe morto subito dopo la caduta ma si sarebbe trascinato per alcuni metri. Questi due particolari farebbero pensare che Artem si sia seduto sul davanzale e subito dopo si sia fatto cadere o sia scivolato, per poi spirare ad alcuni metri di distanza.
Intanto, le indagini della squadra mobile coordinate dal pm Michele Adragna proseguono. Come atto dovuto per motivare sia le indagini, che l’esame autoptico, la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. E in questo caso più che mai si parla di ipotesi. Infatti, fino ad ora non sarebbero emersi dettagli concreti che potrebbero giustificare un comportamento autolesionistico del ragazzo.
Una svolta nelle indagini potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal consulente informatico della procura, incaricato di esaminare sia il cellulare che il tablet di Artem. La madre, infatti, avrebbe detto agli inquirenti che il figlio era stato molto sul tablet la sera della sua morte. Spetterà quindi a lui dire se nei dispositivi è presente qualcosa riconducibile ad eventuali atti di bullismo o altro. Ma come ha dichiarato il Procuratore di Viterbo Mario Palazzi: “Al momento è prematuro fare qualsiasi ipotesi”.