LA NOTA

Personale di accoglienza alla Fontana di Trevi sottopagato e in condizioni precarie, la denuncia della Cgil

Il sindacato chiede l’intervento del sindaco Gualtieri per garantire contratti regolari e tutela della sicurezza dei lavoratori.

Personale di accoglienza alla Fontana di Trevi sottopagato e in condizioni precarie, la denuncia della Cgil

La Cgil di Roma e del Lazio lancia l’allarme sulle condizioni di lavoro del personale impiegato alla Fontana di Trevi. In una nota, il sindacato segnala che le lavoratrici e i lavoratori addetti a biglietteria, gestione dei flussi e assistenza ai turisti percepiscono stipendi bassi e contratti precari, nonostante il sito generi incassi milionari.

Secondo la Cgil, pur essendo il servizio affidato a Zètema, il personale è formalmente alle dipendenze della società esterna H501, il cui accordo quadro con Zètema è scaduto nel 2024. Questo comporterebbe una serie di disparità rispetto ai contratti dei dipendenti Zètema, sia sul piano retributivo che contrattuale, estese a tutta la rete dei musei civici della città.

Il sindacato denuncia inoltre la mancanza di postazioni adeguate in caso di maltempo e una generale carenza di sicurezza sul lavoro, sottolineando la necessità di un intervento diretto del sindaco Roberto Gualtieri per porre fine alla precarietà e garantire condizioni dignitose ai lavoratori.

“La situazione è inaccettabile: lavorare in uno dei monumenti più famosi al mondo non può significare paghe basse e contratti precari. Ci aspettiamo una risposta concreta dall’amministrazione”, conclude la Cgil.