LA RELAZIONE

Caso Orlandi-Gregori, la Commissione: “Mai esistita la tratta delle bianche”

Votata all'unaimità la prima relazione, 'le 177 ragazze tutte identificate'

Caso Orlandi-Gregori, la Commissione: “Mai esistita la tratta delle bianche”

La pista della cosiddetta tratta delle bianche non è mai esistita. Lo ha messo nero su bianco la Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi nella sua prima relazione elaborata a due anni dall’insediamento e approvata oggi all’unanimità a San Macuto. Era stata per prima la procura di Roma a individuare questa ‘traccia’, nata forse anche per la suggestione di alcune leggende metropolitane che circolavano nei primi anni’ 80 a Roma e che aveva portato a una serie di rilievi nell’ambito delle indagini sui casi delle due minorenni scomparse a Roma, Mirella a maggio ed Emanuela a giugno, entrambe nel 1983. L’elenco delle presunte scomparse, grazie alle denunce, era arrivato a contare 177 presunte sparizioni sospette, tutte di età compresa tra i 16 e 21 anni.

“La pista delle ragazze scomparse – si legge tuttavia nelle Conclusioni della Commissione – deve ritenersi definitivamente ridimensionata come chiave interpretativa dei casi Orlandi e Gregori non emergendo elementi oggettivi idonei a sostenere l’esistenza di una regia comune o di un contesto criminoso unitario”. La Commissione avvalendosi dei consulenti e degli agenti di collegamento della squadra mobile ha ricostruito tutti i 177 ‘casi’ compiendo accertamenti su ognuno di essi, tanto che la relazione presenta in allegato i nominativi completi, tutti italiani. “Tutte le ragazze sono state identificate e nessuna di queste è stata rapita o uccisa ma si è trattato, in sostanza, di allontanamenti volontari”, ha spiegato il presidente Andrea De Priamo al termine dei lavori.
“Nessuno scomparve, in realtà”, ha detto anche da parte sua il vicepresidente Roberto Morassut, “pur tuttavia va rilevato che nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di allontanamento volontario o anche presumibilmente forzato che si sono conclusi, quasi tutti tra agosto e settembre ’83, senza scomparsa e le cui motivazioni restano ignote. Tali casi privi di spiegazioni, lasciano vive alcune riflessioni sulla possibilità che il fenomeno criminoso esistesse pur senza giungere alle sue estreme conclusioni”.

Ora si andrà avanti su tutte le altre piste, tranne però quella cosiddetta di “Londra’” quella che vorrebbe cioè Emanuela rapita, portata a Londra e tenuta in un luogo segreto . “Qui – ha detto De Priamo – siamo in grado di poter dire che Emanuela non è mai stata tenuta a Londra in un luogo religioso e che quelle mail a Pietro Orlandi” i cosiddetti ‘5 fogli’ su cui ci sono state audizioni in Commissione, “probabilmente erano frutto di un inganno raffinato ai danni innanzitutto della famiglia Orlandi su cui la Commissione tuttavia non ha elaborato una relazione tematica” perché “effettivamente c’è ancora da approfondire”.