L’ultimo saluto ad Aurora Livoli è stato tra centinaia di rose bianche in una chiesa gremita. Monte San Biagio, paese in provincia di Latina, ha dato l’addio alla 19 violentata e uccisa in un cortile di un palazzo alla periferia di Milano il 29 dicembre da Emilio Gabriel Valdez Velasco, il 57enne peruviano che il pubblico ministero ha definito un “pericoloso seriale”. “Non voglio vendetta ma giustizia” sono state le parole quanto mai azzeccate del padre della giovane.
I funerali nella chiesa di San Giovanni Battista sono stati celebrati dal vescovo di Gaeta monsignor Luigi Vari, che nell’omelia ha evidenziato la “tanta brutalità e la sofferenza” provocata da Valdez. “È difficile farsi ragione di una violenza che ci lascia senza fiato” ha scandito davanti alla bara di noce chiara sulla quale erano poggiate una foto della 19enne sorridente e diverse rose, bianche anche queste. “Siamo una famiglia e dobbiamo vivere questo momento mettendo in comune il nostro amore, la nostra speranza, il nostro pensiero per Aurora” ha aggiunto. “Sembra proprio che il sole si sia eclissato nella sua vita, e in quella di la ama, per la violenza di chi colpisce senza pietà contro una ragazza smarrita, una giovane donna che si vede cadere addosso una violenza che ci lascia senza fiato” ha proseguito il vescovo che poi si è rivolto direttamente ad Aurora, come se fosse presente: “Tu per il tuo papà e la tua mamma sei un angelo, perchè loro ti amano, e tu lo sai. Hai intrapreso un viaggio che forse, per te, aveva il sapore della vita”. Ma poi “hai chiamato il tuo papà e la tua mamma e hai chiesto loro una cosa impossibile, di non preoccuparsi, ma non potevi immaginare che alla fine del viaggio avresti trovato la morte”. In prima fila ad ascoltare i genitori di Aurora. “Sei stata portata in cielo da angeli che ti hanno ricoperto di rose bianche” ha detto la madre al vescovo, mentre il padre ha ribadito di non volere vendette.
La conclusione del funerale è stata affidata al sindaco di Monte San Biagio, Federico Carnevale, che ha parlato dall’altare con la voce spezzata dall’emozione, prima che all’uscita del feretro dalla chiesa venissero lanciati dei palloncini bianchi nel cielo: “Siamo qui oggi con il cuore colmo di dolore: ogni parola appare fragile, insufficente. Aurora era una ragazza con una vita davanti: sogni, passioni, aspirazione, e la sua morte, così violenta e ingiusta, lascia un vuoto profondo.