L'omicidio di Ilaria Sula, rabbia e dolore
"Non riusciamo a darci una spiegazione. Perché lo ha fatto? Non capiamo il motivo, lo sa solo lui". E' incredulo e sconvolto Leon, il fratello minore di Ilaria

"Non riusciamo a darci una spiegazione. Perché lo ha fatto? Non capiamo il motivo, lo sa solo lui". E' incredulo e sconvolto Leon, il fratello minore di Ilaria Sula, la studentessa ventiduenne uccisa a Roma. E' arrivato nella Capitale con alcuni zii e cugini che provano a dargli sostegno. "Ho parlato con Ilaria l'ultima volta due settimane fa perché era venuta a trovarci a Terni - ricorda il diciannovenne con gli occhi pieni di lacrime - Era tranquilla e non ha accennato a problemi. Da quel giorno abbiamo ricevuto solo messaggi, ma a questo punto non sono sicuro che li abbia scritti lei. Forse non c'era già più".
A pochi metri dall'abitazione di via Tiburtina dove la studentessa viveva con alcune coinquiline e dal commissariato di polizia dove i familiari hanno presentato denuncia il 29 marzo, il fratello ipotizza che ci sia stato un depistaggio. "Probabilmente Ilaria era già morta quando noi ci siamo preoccupati perché non riuscivamo a rintracciarla. Forse era già troppo tardi. Chissà se nei giorni precedenti sia stata davvero lei a scrivere.
Le amiche l'hanno vista l'ultima volta il martedì". Di Ilaria, sua unica sorella, ricorda il sorriso e spiega che con Mark Antony Samson aveva avuto una relazione. "Lui lo conoscevo, sono stati un anno insieme ma si erano lasciati - spiega il ragazzo - I miei genitori non sono mai stati convinti di quella storia". Ilaria, di origini albanesi, dopo la fine della scuola aveva lasciato Terni per trasferirsi a Roma e frequentava la triennale alla facoltà di Statistica della Sapienza. Nella Capitale ha conosciuto Mark, ventitreenne di origini filippine. Studi in Architettura e alle spalle anche un lavoretto in un fast food per il ventitreenne definito "gentile e sorridente" dai vicini di casa.
Il suo sguardo nei giorni scorsi ha incrociato quello dei genitori di Ilaria nei corridoi della questura. A raccontarlo è stato proprio il papà della studentessa in un'intervista alla trasmissione 'Chi l'ha visto?'. "Domenica lo abbiamo incontrato in Questura, non sapevamo che si fossero lasciati - dice Flamur -. Ci ha detto che gli dispiaceva tanto, che era preoccupato per la scomparsa. Sembrava tranquillo, mi ha dato anche un abbraccio". Il padre ricorda di aver sentito Ilaria l'ultima volta il martedì. "Ci ha detto che sarebbe tornata a casa sabato - spiega - Quella è stata l'ultima telefonata, poi abbiamo ricevuto dei messaggi dal suo cellulare. Era come se fosse stata mia figlia che scriveva: 'Ciao pa', non ti preoccupare. Sto bene. Mi sono allontanata con un ragazzo e una ragazza. Torno a Terni tra un mese'. E poi mi ripeteva: 'Non ti preoccupare sto bene'. Questa cosa ci ha insospettito, se fosse stata davvero mia figlia mi avrebbe chiamato. Così sabato siamo andati a fare la denuncia di scomparsa".
Ed è forte lo sgomento anche tra gli amici di Ilaria che, appena diffusa la notizia del ritrovamento del suo corpo, si sono incontrati davanti al palazzo di via Tiburtina a San Lorenzo dove viveva e dove fino a stamattina era affissa la locandina con la sua foto e l'appello per la scomparsa. Un momento di raccoglimento è stato organizzato davanti alla Facoltà di Statistica della Sapienza con l'invito della rettrice, Antonella Polimeni, a portare un fiore per Ilaria.